by Simone Gambino @tpi.it 28 July (Photo Credit: @ Ansa)

Tokyo 2020, la resurrezione di Primoz Roglic / the resurrection of Primoz Roglic

🇮🇹 Lo sloveno Primoz Roglic è il nuovo campione olimpico di ciclismo maschile a cronometro. A 10 mesi dal drammatico pomeriggio in cui sulla Planche des Belle Filles si vide scippare il Tour de France, oltreché il ruolo d’icona sportiva del proprio Paese, da parte del giovane connazionale Tadej Pogacar, l’imberbe 31enne di Trbovlje ha vissuto il giorno più dolce nella sua novennale carriera. Il suo trionfo è stato evidenziato in modo inequivocabile dai numeri. A fronte del 55’04” con cui ha coperto la distanza di 44,2 chilometri alla media di 48,157 km/h, nessuno dei suoi antagonisti è riuscito a produrre qualcosa di vagamente competitivo, tutti finendo distanziati di più di un minuto. Eppure uno sguardo al percorso avrebbe dovuto suggerire agli addetti ai lavori che il disegno era fatto su misura per Roglic. La convinzione, dimostratasi errata oggi, che lo sloveno patisse gli appuntamenti importanti aveva indotto molti ad escludere l’ex saltatore con gli sci dai pronostici della vigilia.

🇬🇧 Primoz Roglic of Slovenia is the new Olympic men’s cycling time trial champion. Ten months after the dramatic afternoon on the Planche des Belle Filles when his country’s young compatriot Tadej Pogacar snatched the Tour de France and the role of sporting icon from his country, the 31-year-old from Trbovlje has experienced the sweetest day of his nine-year career. His triumph was unmistakably evidenced by the numbers. With 55’04” to cover the 44.2 kilometre distance at an average speed of 48.157 km/h, none of his rivals managed to produce anything remotely competitive, all finishing more than a minute apart. Yet a glance at the course should have suggested to insiders that the design was tailor-made for Roglic. The belief, which proved to be wrong today, that the Slovenian suffered from major appointments had led many to exclude the former ski jumper from the eve’s predictions.

🇮🇹 Il redivivo olandese Tom Dumoulin ha confermato l’argento conquistato a Rio de Janeiro cinque anni fa alle spalle dello svizzero Fabian Cancellara. Il problema, però, è che la farfalla di Maastricht non è stata mai in lotta per la medaglia d’oro. Distaccato da Roglic di tre secondi già al primo intertempo, il vincitore del Giro d’Italia 2017 ha visto il suo ritardo crescere in modo inesorabile e costante, riuscendo a conservare la piazza d’onore per soli due secondi e mezzo sull’australiano Rohan Dennis. Il bicampione 2018/19, a sua volta, ha tenuto giù dal podio l’elvetico Stefan Kung per l’inezia di 40 centesimi di secondo con il nostro Filippo Ganna un secondo in mezzo più indietro. In pratica tra il secondo ed il quinto classificato c’è stato un distacco di soli quattro secondi e 35 centesimi. Sarebbe stata la più avvincente prova contro il tempo della storia, se non ci fosse stato in gara Roglic.

🇬🇧 The Dutchman Tom Dumoulin confirmed the silver medal he won in Rio de Janeiro five years ago behind the Swiss Fabian Cancellara. The problem, however, was that the Maastricht butterfly was never in the running for the gold medal. Detached from Roglic by three seconds as early as the first intermediate time, the winner of the 2017 Giro d’Italia saw his gap grow inexorably and steadily, managing to retain the place of honour by just two and a half seconds over Australian Rohan Dennis. The 2018/19 bi-champion, in turn, kept Switzerland’s Stefan Kung off the podium by the trifle of 40 hundredths of a second with Italy’s Filippo Ganna a second and a half further back. In practice there was a gap of just four seconds and 35 hundredths between the second and fifth place finishers. It would have been the most exciting time trial in history had Roglic not been in the race.

🇮🇹 La grande delusione di giornata è rappresentata dal sesto posto, ad 1’40” dal vincitore, del belga Wout Van Aert, mai in lotta per una medaglia. Il fiammingo ha pagato le energie spese sabato nella gara in linea. Filippo Ganna, invece, non ha saputo ritrovare la forma del mese di maggio quando ha disputato un Giro d’Italia sontuoso, vincendo le due crono, in apertura e chiusura delle tre settimane. In mezzo, il verbanese ha svolto una marea di lavoro per Egan Bernal, trionfatore a Milano. Indimenticabile il momento, alla sesta tappa sulla piana di Castelluccio, in cui una sua tirata prolungata disintegrò il gruppo in più tronconi. Pensare che quello stato di grazia potesse ripetersi a soli due mesi di distanza, oltretutto in condizioni a lui non particolarmente adatte, è stato eccessivamente ottimista. Alla fine, hanno occupato i tre gradini del podio quei corridori che avevano incentrato la stagione su questa scadenza. Roglic, ritiratosi dal Tour de France il 3 luglio scorso, ha avuto più di tre settimane per preparare questo appuntamento mentre Dumoulin e Dennis, per parte loro, avevano evitato volutamente di correre un grande giro nel 2021 per arrivare nel pieno delle forze alla gara odierna.

🇬🇧 The big disappointment of the day was sixth place, 1’40” behind the winner, for Belgium’s Wout Van Aert, who was never in the running for a medal. The Flemish rider paid for the energy spent on Saturday in the road race. Filippo Ganna, on the other hand, was unable to regain the form of the month of May when he disputed a sumptuous Giro d’Italia, winning the two time trials at the opening and closing of the three weeks. In between, the Verbanese rider did a lot of work for Egan Bernal, triumphant in Milan. Unforgettable was the moment, on the sixth stage on the Castelluccio plain, when a prolonged pull of his disintegrated the group into several sections. To think that that state of grace could be repeated just two months later, and in conditions not particularly suited to him, was overly optimistic. In the end, the three steps of the podium were occupied by those riders who had focused their season on this deadline. Roglic, who retired from the Tour de France on 3 July, had more than three weeks to prepare for this event, while Dumoulin and Dennis had deliberately avoided racing a Grand Tour in 2021 in order to arrive at full strength for today’s race.

🇮🇹 In chiusura, non si può non menzionare la vittoria nella cronometro femminile dell’olandese Annemiek van Vleuten. La donna che porta nel suo cognome il suo luogo di nascita ora, finalmente, ha vinto tutto nella sua carriera, colmando con un oro ed un argento olimpico in terra nipponica l’unico vuoto sulla mensola dei suoi trofei. A fine stagione, dopo che avrà compiuto 39 anni l’8 ottobre, Annemiek potrà appendere la bicicletta al chiodo pienamente appagata. Oggi ha preceduto di  56″ la sorprendente svizzera Marlen Reusser, con la compagna di squadra, ma anche rivale acerrima, Anna van der Breggen terza ad 1’02”. Il preludio perfetto di una giornata che avrebbe visto gli orange, alla fine, conquistare tre delle sei medaglie disponibili.

🇬🇧 Finally, we cannot fail to mention the victory in the women’s time trial by Dutchwoman Annemiek van Vleuten. The woman whose surname reflects her birthplace has now finally won everything in her career, filling the only gap in her trophy cabinet with a gold and an Olympic silver medal in Japan. At the end of the season, when she turns 39 on 8 October, Annemiek will be able to hang up her bike, fully satisfied. Today she was 56″ ahead of the surprising Swiss Marlen Reusser, with teammate and bitter rival Anna van der Breggen third at 1’02”. The perfect prelude to a day that would see the orange team eventually win three of the six medals available.

Tokyo 2020, quattro moschettieri per un titolo olimpico / four musketeers for an olympic title

@tpi.it 27 July (Photo Credit: @ Ansa)

🇮🇹 Che sapore avrà domani in Italia il caffè di mezza mattina? A determinarlo sarà la prestazione d’uno degli atleti più attesi della spedizione olimpica azzurra nel paese del Sol Levante. Alle nostre 9.10, infatti, le 16.10 locali, prenderà il via, come ultimo concorrente, Filippo Ganna, campione del mondo di ciclismo élite a cronometro. Chiarito che nessuno nella storia delle due ruote, in linea o contro il tempo, ha aggiunto l’oro all’iride, cosa possiamo aspettarci dal granatiere verbanese?

🇬🇧 How will tomorrow’s mid-morning coffee taste in Italy? That will be determined by the performance of one of the most eagerly awaited athletes of the Italian Olympic expedition to the Land of the Rising Sun. At 9.10 am, in fact, 4.10 pm local time, Filippo Ganna, the elite cycling time trial world champion, will start as the last competitor. Having made it clear that no one in the history of two wheels, in line or against the clock, has added gold to the iris, what can we expect from the grenadier from Verbania?

🇮🇹 La gara si disputerà sulla distanza di 44,2 chilometri. In effetti si tratterà di un circuito di 22.100 metri da ripetersi due volte con partenza ed arrivo al Fuji International Speedway. La caratteristica peculiare del tracciato e la pressoché totale assenza di tratti in piano. I corridori, pertanto saranno impegnati o in salita, senza dover affrontare ascese proibitive, o in discesa, dove le difficoltà a causa della probabile pioggia e della strada quasi sicuramente bagnata potrebbero essere ben presenti. Inoltre, l’intensità delle eventuali precipitazioni potrebbe condizionare fortemente l’andamento in relazione al momento di partenza dei singoli partecipanti.

🇬🇧 The race will be run over a distance of 44.2 kilometres. It will be a 22,100-metre circuit to be repeated twice, starting and finishing at Fuji International Speedway. The special feature of the track is the almost complete absence of flat sections. This means that riders will either be going uphill, without having to tackle any prohibitive climbs, or downhill, where the difficulties due to the probable rain and the almost certainly wet road could be well present. In addition, the intensity of any rainfall could strongly influence the course in relation to the time of departure of the individual participants.

🇮🇹 Se Filippo Ganna s’erge a protagonista sulla base di quanto fatto negli ultimi 12 mesi, i favori del pronostico, tuttavia, vanno a Wout Van Aert, vincitore dell’ultima prova contro il tempo al Tour de France il 17 luglio scorso. A sfavore del belga c’è la fatica per aver corso sabato la prova in linea dove ha conquistato la medaglia d’argento alle spalle dell’ecuadoriano Richard Carapaz. Ganna, dopo l’eccezionale Giro d’Italia disputato a maggio, ha rifiatato, finendo solo quarto al Campionato italiano un mese fa. Qualche dubbio sul suo effettivo stato di forma oggettivamente c’è. In seconda fila vanno collocati due grandi specialisti delle prove contro il tempo, entrambi capaci di vestire nel recente passato la maglia iridata. Questi due campioni, inoltre, hanno evitato di correre Giro o Tour il che, potenzialmente, li rende meno carichi di tossine accumulate durante la stagione rispetto a Ganna e Van Aert . Sto parlando dell’olandese Tom Dumoulin, trionfatore a Bergen nel 2017, l’anno in cui conquistò anche il Giro d’Italia, e dell’australiano Rohan Dennis, bicampione nel 2018 a Innsbruck e nel 2019 ad Harrogate. A meno di cadute o incidenti meccanici, che nel ciclismo sono sempre possibili, saranno tre di questi quattro corridori ad occupare il podio domani.

🇬🇧 If Filippo Ganna stands out on the basis of his achievements over the last 12 months, the odds are stacked in favour of Wout Van Aert, who won the last time trial at the Tour de France on 17 July. The Belgian’s disadvantage is fatigue from Saturday’s road race, where he took the silver medal behind Ecuadorian Richard Carapaz. Ganna, after an outstanding Giro d’Italia in May, has been resting, finishing only fourth at the Italian championships a month ago. Objectively speaking, there is some doubt as to his actual state of form. In the second row are two great time trial specialists, both of whom have recently worn the rainbow jersey. These two champions have also avoided racing the Giro or Tour, which potentially makes them less loaded with toxins accumulated during the season than Ganna and Van Aert. I’m talking about Dutchman Tom Dumoulin, triumphant in Bergen in 2017, the year he also won the Giro d’Italia, and Australian Rohan Dennis, two-time champion in 2018 in Innsbruck and 2019 in Harrogate. Barring crashes or mechanical incidents, which are always possible in cycling, it will be three of these four riders who will occupy the podium tomorrow.

🇮🇹 Le corse in linea del fine settimana ci hanno insegnato che le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ancora di più in una gara che potrebbe disputarsi in condizioni non omogenee posto che un primo gruppo di 13 corridori, teoricamente i meno accreditati, partirà tra le 14.00 e le 14.18. Tra questi spicca il nome dell’ultimo a prendere via, il portoghese Nelson Oliveira. Sarà poi la volta, tra le 14.56 e le 15.18, d’un secondo drappello, sempre di 13 elementi, che presenta dei ciclisti decisamente interessanti tra i quali spiccano, oltre al secondo azzurro in corsa Alberto Bettiol, il tasmaniano Richie Porte ed il millennial fiammingo Remco Evenepoel. Alle 15.52 il norvegese Tobias Foss aprirà l’ultima tredicina, comprendente i grandi favoriti, che si concluderà con Filippo Ganna. A chi si domandasse il perché di questo bizantinismo va spiegato che in questo modo ogni gruppo parte quando gli ultimi atleti del precedente stanno terminando la prova. In questo modo si dovrebbero evitare “incontri in corsa” tra atleti di livello diverso, compagni di nazionale o anche di club durante l’anno, che potrebbero essere tentati di darsi una mano tra loro.

🇬🇧 The weekend’s road races have taught us that surprises are always around the corner. Even more so in a race which could be contested in uneven conditions given that an initial group of 13 riders, theoretically the least accredited, will start between 14:00 and 14:18. Among them is the name of the last to start, Portuguese rider Nelson Oliveira. Then, between 14:56 and 15:18, it will be the turn of a second group of 13 riders, with some very interesting cyclists including, in addition to the second Italian in the race Alberto Bettiol, Tasmanian Richie Porte and Flemish millennial Remco Evenepoel. At 15.52 the Norwegian Tobias Foss will open the last thirteen, including the big favourites, which will end with Filippo Ganna. For those who might wonder why this byzantinism has to be explained that in this way each group starts when the last athletes of the previous one are finishing the race. This should avoid “running encounters” between athletes of different levels, national team or even club mates during the year, who might be tempted to help each other out.

🇮🇹 L’Italia non ha mai vinto una medaglia in questa specialità. Nel 1996 ad Atlanta, la prima volta che si disputò questa gara, Maurizio Fondriest perse il bronzo per pochi secondi dall’inglese Chris Boardman. Il campione di Cles, partito in un gruppo precedente, disputò la sua prova sotto alla pioggia su un fondo bagnato diversamente dal fuoriclasse britannico che poté gareggiare sotto al sole su una strada ormai quasi asciutta. Tra 24 ore, agli dei del ciclismo piacendo, l’Italia del pedale avrà ovviato a questa carenza.

🇬🇧 Italy has never won a medal in this speciality. In 1996 in Atlanta, the first time this race was held, Maurizio Fondriest lost the bronze by a few seconds to the Englishman Chris Boardman. The champion from Cles, who started in an earlier group, took part in his race in the rain on a wet surface, unlike the British champion who was able to race in the sun on a road that was almost dry. In 24 hours, the cycling gods willing, Italy will have made up for this shortcoming.

Tokyo 2020: El Diablito sul trono d’Olimpia / El Diablito on the throne of Olympia

Photo Credit: EPA/CHRISTOPHER JUE

@tpi.it 24 July

🇮🇹L’ecuadoriano Richard Carapaz è il nuovo campione olimpico di ciclismo. Con una tattica perfetta, sfruttando a suo favore il continuo marcamento tra i due grandi favoriti, lo sloveno Tadej Pogacar ed il belga Wout Van Aert, il vincitore del Giro d’Italia 2019 ha conquistato una vittoria che mette a tacere coloro che, dopo il trionfo rosa, avevano dubitato del suo effettivo spessore. I due super pronosticati si sono dovuti accontentare di sprintare per i posti residui sul podio. Precedendo il gruppo dei battuti giunto a 1’07” dal vincitore, Van Aert ha conquistato l’argento e Pogacar il bronzo.

🇬🇧 Ecuadorian Richard Carapaz is the new Olympic cycling champion. With perfect tactics, taking advantage of the continuous branding between the two big favourites, Slovenian Tadej Pogacar and Belgian Wout Van Aert, the winner of the 2019 Giro d’Italia took a victory that silenced those who, after the ‘pink’ triumph, had doubted his true qualities. The two super-predictable riders had to settle for sprinting for the remaining places on the podium. Van Aert took silver and Pogacar bronze ahead of the pack of beaten riders who were 1’07” behind the winner.

🇮🇹 I primi 200 chilometri di gara sono stati all’insegna dell’azione di cinque coraggiosi: Juraj Sagan (Slovacchia), Nic Dlamini (Sud Africa), Michael Kukrle (Repubbica Ceca), Polychronis Tzortzakis (Grecia) e Orluis Aular (Venezuela). Il gruppo, totalmente disinteressato all’attacco nei primi 100 chilometri, ha lasciato che i fuggitivi guadagnassero fino a 20 minuti prima che Belgio e Slovenia decidessero di sacrificare un elemento ciascuno, rispettivamente Greg Van Avermaet e Jan Tratnik, per ricucire la corsa. Esaurita ai meno 40 dall’arrivo la fuga, l’inizio dell’ascesa al Mikuni Pass apriva le ostilità.

🇬🇧 The first 200 kilometres of the race were marked by the action of five brave riders: Juraj Sagan (Slovakia), Nic Dlamini (South Africa), Michael Kukrle (Czech Republic), Polychronis Tzortzakis (Greece) and Orluis Aular (Venezuela). The peloton was totally uninterested in the attack in the first 100 kilometres and let the escapees gain up to 20 minutes before Belgium and Slovenia sacrificed one man each, Greg Van Avermaet and Jan Tratnik respectively, to keep the race under control. Once ended the breakaway in the final 40 km, the start of the climb to the Mikuni Pass opened up the race.

🇮🇹 Van Aert schierava davanti gli ultimi due uomini rimastigli, Tiesj Benoot e Mauri Vansevenant. Sotto l’azione dei due fiamminghi il gruppo esplodeva, riducendosi a non più di 20 unità. Tra gli azzurri, i primi a staccarsi era Giulio Ciccone e Vincenzo Nibali con Alberto Bettiol, l’unico capace di restare con i primi.

🇬🇧 Van Aert had the last two men left in front, Tiesj Benoot and Mauri Vansevenant. Under the action of the two Flemish riders, the group exploded, being reduced to no more than 20 units. Among the Italians, the first to loose ground were Giulio Ciccone and Vincenzo Nibali with Alberto Bettiol the only one able to stay with the leaders.

🇮🇹 A metà salita, nel tratto più duro con pendenza superiore al 20 per cento, partiva Tadej Pogacar. Lo sloveno, però, non era in versione Col de Romme e la sua azione, cui si univano lo statunitense Brandon McNulty ed il canadese Michael Woods, non creava un distacco decisivo. Così, poco dopo lo scollinamento, gli inseguitori rientravano, andando a formare un drappello di 13 corridori al comando: Bettiol(Italia), Van Aert (Belgio), Pogacar (Slovenia), Gaudu (Francia), A. Yates (Regno Unito), Mollema (Paesi Bassi), Uran (Colombia), Fuglsang (Danimarca), Schachmann(Germania), McNulty (USA), Carapaz (Ecuador), Kwiatkowski (Polonia) e Woods(Canada).

🇬🇧 Halfway up the climb, in the toughest section with a gradient of over 20%, Tadej Pogacar attacked. The Slovenian, however, was not in Col de Romme version and his action, joined by the American Brandon McNulty and the Canadian Michael Woods, did not create a decisive gap. Shortly after the descent, the chasers came back and formed a group of 13 riders: Bettiol (Italy), Van Aert (Belgium), Pogacar (Slovenia), Gaudu (France), A. Yates (UK), Mollema (Netherlands), Uran (Colombia), Fuglsang (Denmark), Schachmann (Germany), McNulty (USA), Carapaz (Ecuador), Kwiatkowski (Poland) and Woods (Canada).

🇮🇹 I battistrada affrontavano la lunga discesa verso il traguardo in modo scoordinato, tutti sulla difensiva in attesa di una mossa da parte di uno dei due favoriti. Questi, a loro volta, tiravano i remi in barca, Pogacar stanco per l’attacco andato a vuoto, Van Aert per lo sfiancante inseguimento. Di questa situazione di stallo approfittavano Carapaz e McNulty per partire dopo una curva, guadagnando in un batter d’occhio mezzo minuto. Il vantaggio si dilatava fino a 44” prima che Van Aertprendesse in mano la situazione recuperando 20 secondi su uno strappo a 12 chilometri dall’arrivo. Morivano, nel frattempo, le speranza azzurre con Bettiol che, vittima di crampi, era costretto ad alzare bandiera bianca.

🇬🇧 The outriders tackled the long descent to the finish in an uncoordinated manner, all on the defensive waiting for a move from one of the two favourites. The latter, in turn, were dragging their feet, Pogacar tired after a failed attack and Van Aert after an exhausting chase. Carapaz and McNulty took advantage of this stalemate situation to start after a bend, gaining half a minute in the blink of an eye. The advantage grew to 44 seconds before Van Aert took control of the situation, recovering 20 seconds on a climb 12 kilometres from the finish. In the meantime, the Azzurri’s hopes died with Bettiol suffering from cramp and being forced to raise the white flag.

🇮🇹 L’ultimo dentello ai meno cinque dal traguardo chiudeva i giochi. Carapaz, avvertendo l’avvicinarsi degli inseguitori, lasciava McNulty sul posto e s’involava verso una storica seconda medaglia d’oro olimpica per il suo Paese, dopo quella di Jefferson Perez nella 20 chilometri di marcia ad Atlanta nel 1996. Dietro, rassegnati, gli altri si preparavano a contendersi i restanti posti sul podio. La feroce volata tra i duellanti sconfitti esprimeva la rabbia d’entrambi verso un traguardo beffardamente sfuggito. Una corsa dal dislivello di 4.865 metri era stata decisa in discesa.

🇬🇧 The last notch at minus five from the finish closed the games. Carapaz, sensing the chasers approaching, left McNulty in place and sprinted towards a historic second Olympic gold medal for his country, after that of Jefferson Perez in the 20 km march in Atlanta in 1996. Behind, resigned, the others were preparing to compete for the remaining places on the podium. The fierce sprint between the defeated duellists expressed the anger of both towards a finish that had been mockingly missed. A race with an altitude difference of 4,865 metres had been decided on the downhill.

Ciclismo su strada: Tadej contro il mondo / Road cycling: Tadej against the world

@tpi.it 23 July

🇮🇹 A studiarlo in dettaglio, il percorso su cui domani mattina, intorno alle 11 ora italiana, si assegnerà il titolo olimpico del ciclismo su strada maschile, ricorda quello del durissimo mondiale di Sallanches 1980. La somiglianza non è morfologica bensì generata dall’idea di fatica che produce uno sguardo alla cartina altimetrica. Il ruolo che ebbe, in quella ormai lontana domenica di fine estate, la Côte de Domancy, affrontata 20 volte dai corridori, sarà distribuito tra le cinque asperità di giornata cui farà da contorno un’umidità al limite del sopportabile con possibile pioggia nelle fasi finale della corsa. Quel 31 agosto di 41 anni fa in Alta Savoia si correva in circuito mentre domani la gara si disputerà in linea. Il tracciato misura 234 chilometri, neanche troppi considerando che le prove iridate sono sempre superiori ai 250. Si partirà dal Musashinonomori Park di Tokyo per arrivare al Fuji International Speedway, proprio nel luogo in cui il 24 ottobre 1976 si consumò nel GP del Giappone, ultimo di quella stagione, il dramma di Niki Lauda che, ritirando la sua Ferrari al secondo giro, di fatto consegnò il titolo mondiale all’inglese James Hunt su McLaren. In mezzo ci saranno da superare la bellezza di 4865 metri di dislivello, l’equivalente della tappa più impegnativa di un grande giro.

🇬🇧 If you study it in detail, the route on which the men’s Olympic road cycling title will be awarded tomorrow morning at around 10:00 a.m. UK time is reminiscent of that of the extremely tough 1980 World Championships in Sallanches. The resemblance is not morphological but generated by the idea of fatigue that a glance at the altimetric map produces. The role played by the Côte de Domancy, tackled 20 times by the riders on that now distant Sunday at the end of summer, will be distributed among the day’s five climbs, which will be surrounded by borderline unbearable humidity and possible rain in the final stages of the race. It will start from Musashinonomori Park in Tokyo and arrive at Fuji International Speedway, the very place where, on 24 October 1976, in the last Japanese GP of the season, Niki Lauda’s tragedy took place when his Ferrari retired on the second lap, handing over the world title to the Englishman James Hunt in a McLaren. In between there will be 4865 metres of elevation gain, the equivalent of the most demanding stage of a Grand Tour.

🇮🇹 Dopo 40 chilometri iniziali pianeggianti, inizierà la lunga, ancorché dolce, salita di quasi 35 chilometri che porterà a Doushi Road (4,3 km al 6,1 per cento). Questo scollinamento non sarà seguito da un discesa ma da un falsopiano che porterà al primo passaggio a Kagosaka Pass (2,2 chilometri al 4,6 per cento). La lunga picchiata verso Gotemba precederà l’ascesa al Monte Fuji. Le pendenze del simbolo del Sol Levante non saranno proibitive, 6 per cento con punte fino al 12 per cento, ma dopo 140 chilometri di corsa sarà lecito aspettarsi in cima non più di 30 corridori ancora in lotta per la vittoria. Dopo la discesa, ed il primo passaggio sul traguardo, si andrà a scalare quello che viene ritenuto il punto cruciale della corsa: il Mikuni Pass. Sarà questo il momento in cui chi ha le credenziali per puntare al titolo olimpico, dovrà tirarle fuori. La salita sarà breve, solo 6,5 chilometri, ma l’inclinazione notevole, 10,6 per cento di pendenza media con punte fino al 22 per cento, dovrebbe produrre, unitamente all’esaurimento delle forze dopo 200 chilometri di gara, la selezione decisiva. Una breve declivio seguito da un falsopiano porterà al secondo passaggio al Kagosaka Pass prima della discesa verso il traguardo posto in lieve salita.

🇬🇧 After an initial 40km of flat terrain, a long but gentle climb of almost 35km begins to Doushi Road (4.3km at 6.1%). This is not followed by a descent but by a false-flat to the first pass into Kagosaka Pass (2.2km at 4.6%). The long dive to Gotemba will precede the ascent to Mount Fuji. The gradients on the symbol of the Rising Sun are not prohibitive at 6 per cent with peaks of up to 12 per cent, but after 140 kilometres of racing no more than 30 riders can be expected to be in contention at the summit. After the descent and the first pass over the finish line, the race climbs to what is considered the crucial point of the race, the Mikuni Pass. This is the moment when those with the credentials to aim for the Olympic title will have to pull them out. The climb will be short, just 6.5 kilometres, but the considerable gradient, 10.6 per cent average gradient with peaks of up to 22 per cent, should, together with the energies ending after 200 kilometres of racing, produce the decisive selection. A short slope followed by a false-flat will lead to the second passage at the Kagosaka Pass before the descent towards the finish line on a slight incline.

🇮🇹 Detto del percorso, veniamo ai protagonisti. Con massimo cinque corridori per squadra, la prova olimpica, diversamente dal Campionato del Mondo dove i team dispongono di nove elementi, è quasi impossibile da controllare. Sarà così anche domani a meno di una tacita alleanza tra le due compagini nettamente più forti: il Belgio e la Slovenia. Per il primo, in gara con una squadra tutta fiamminga, il problema sarà aver chiarezza sulle gerarchie interne. Con tre capitani e due gregari, prima o dopo qualcuno dovrà sacrificarsi per qualcun altro e non è detto che ciò avvenga. Difficilmente, infatti, lo farà il campione uscente, Greg Van Avermaet, che correrà solo la gara in linea. Sarei positivamente sorpreso, però, se si prestassero in tal senso, a favore del vincitore di Rio o l’un per l’altro, i due giovani leoni, che tra l’altro hanno entrambi in programma di disputare mercoledì 28 anche la prova a cronometro: Remco Evenepoel e Wour Van Aert. Quest’ultimo, dettaglio non da poco, è l’unico cui potrebbe bastare restare attaccato a Tadej Pogacar, potendolo battere in volata. La qual cosa ci porta in casa dei figli del Tricorno, dove, però, la situazione è più chiara. Si correrà per Pogacar, Primoz Roglic compreso, con Jan Polanc e Jan Tratnik, che tenteranno d’entrare in una fuga per costringere il Belgio a spendere energie.

🇬🇧 Having said that, let’s look at the protagonists. With a maximum of five riders per team, the Olympic test, unlike the World Championships where the teams have nine elements, is almost impossible to control. This will continue to be the case tomorrow unless there is a tacit alliance between the two strongest teams: Belgium and Slovenia. For the Belgium team, competing with an all-Flemish team, the problem will be to have clarity on the internal hierarchies. With three captains and two domestiques, sooner or later someone will have to sacrifice himself for someone else and it is not certain that this will happen. In fact, the defending champion, Greg Van Avermaet, who will only ride the road race, is unlikely to do so. I would be positively surprised, however, if the two young lions, who are also both scheduled to take part in the time trial on Wednesday 28th: Remco Evenepoel and Wour Van Aert. The latter is the only one who might just have to stick to Tadej Pogacar and beat him in the sprint. The situation in the Slovenia team is clearer. The race will be run for Pogacar, including Primoz Roglic, with Jan Polanc and Jan Tratnik attempting to enter a breakaway to force Belgium to expend energy.

🇮🇹 Tutte le altre squadre, Italia compresa, dovranno fare di necessità virtù, miscelando pazienza e creatività. Il CT Cassani ha scelto un quintetto molto equilibrato con una precisa caratteristica comune a tutti i selezionati: avere grandi qualità di resistenza. Questa decisione ha portato a due esclusioni eccellenti di atleti, sulla carta, più vincenti dei prescelti: il campione d’Italia Sonny Colbrelli ed il cecinese Diego Ulissi, conquistatore, tra l’altro della prova preolimpica disputata nel 2019. Le ultime notizie danno il trentino Gianni Moscon come uomo di punta. Vincenzo Nibali, alla sua quarta ed ultima apparizione a cinque cerchi dirigerà le operazioni, Giulio Ciccone ed Alberto Bettiol dovranno inserirsi nelle fughe. Resta, infine, Damiano Caruso, probabilmente l’azzurro con maggiori possibilità di medaglia, anche se difficilmente aurea. Il ragusano, correndo sulla ruota di Pogacar, potrebbe essere l’unico capace di resistere alle sue accelerazioni anche se sarà molto difficile prevalere in una ipotetica volata ristretta. Considerata l’altissima possibilità che il campione di Komenda domani possa adornare con l’oro olimpico la fresca maglia gialla, sarebbe bellissimo sentire Caruso parafrasare GB Baronchelli, secondo a Sallanches dietro l’inarrivabile Bernard Hinault. “Il campione olimpico sono io; lui è di un altro pianeta.”

🇬🇧 All the other teams, including Italy, will have to make a virtue of necessity, mixing patience and creativity. Cassani, the Italian Team Manager, has chosen a very balanced quintet with a precise characteristic common to all those selected: having great qualities of endurance. This decision has led to two excellent exclusions of athletes, on paper, more successful than the chosen ones: the Italian champion Sonny Colbrelli and Diego Ulissi, conqueror, among other things, of the pre-Olympic test held in 2019. The latest news gives the Trentino Gianni Moscon as the leading man. Vincenzo Nibali, at his fourth and last appearance at the five circles will direct the operations, Giulio Ciccone and Alberto Bettiol will have to insert themselves in the breakaways. Finally, Damiano Caruso is probably the Italian with the best chance of a medal, even if it is unlikely to be a gold medal. The rider from Ragusa, running on the wheel of Pogacar, could be the only one able to resist his accelerations even if it will be very difficult to prevail in a hypothetical narrow sprint. Given the very high possibility that the Komenda champion could tomorrow adorn the fresh yellow jersey with Olympic gold, it would be wonderful to hear Caruso paraphrase GB Baronchelli, second in Sallanches behind the unreachable Bernard Hinault. “I am the Olympic champion; he is from another planet.”

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