by Simone Gambino @tpi.it. Scroll down for the English version.

🇮🇹 Chiusasi oggi la presentazione a rate, stile strip tease ma con finale moscio, il percorso del 105° Giro d’Italia è ormai di dominio pubblico. Da Budapest a Verona, da venerdì 6 a domenica 29 maggio, 21 frazioni, di cui due a cronometro, per un totale di 3.410 chilometri definiscono la prossima corsa rosa. La tre giorni ungherese, rielaborata a due anni di distanza dal progetto originale, è decisamente migliorata. Grazie all’inserimento della terza giornata di riposo, non prevista nel 2020, si è potuto conferire più varietà alle tappe magiare. La breve crono cittadina di 9 km di Budapest, slittata dalla prima alla seconda tappa per assicurarne la disputa di sabato, sarà preceduta dalla Budapest – Visegrad, caratterizzata da un finale in ascesa che selezionerà, seppur parzialmente, il gruppo. La terza frazione, da Kaposvar a Balatonfured, lungo l’omonimo lago, darà spazio alle ruote veloci.

Il trasferimento, come previsto anche due anni fa, sarà in Sicilia, sulla costa orientale. Da Avola, nel siracusano, si salirà, per la quarta volta negli ultimi sei anni sull’Etna. L’arrivo sarà posto ai 1892 metri del Rifugio Sapienza, dove Alberto Contador nel 2011 uccise, al primo arrivo in salita, un Giro che gli sarebbe poi stato tolto a tavolino a favore di Michele Scarponi. Saranno dedicate ai velocisti le due tappe successive: la seconda siciliana da Catania a Messina, con la salita di Portella Mandrazzi, troppo lontana dall’arrivo per fare danni, e la prima continentale, in Calabria da Palmi a Scalea. Si presenta interessantissima la conclusione della prima settimana con tre tappe che, soprattutto se accompagnate dal maltempo, potrebbero incidere sulla classifica finale. Saranno 4.500 i metri di dislivello nei 198 km da Diamante a Potenza, una frazione che potrebbe fare molto male a chi la dovesse sottovalutare. Sabato 14 maggio il circuito napoletano intorno al monte di Procida produrrà scintille tra i cacciatori di classiche. Il giorno successivo, nella nona frazione che da Isernia porterà i corridori ai 1.665 metri del Blockhaus della Maiella, la classifica generale potrebbe assumere una fisionomia ben precisa.

Decisamente meno stimolante risulta la seconda settimana che, dopo il secondo riposo, partirà martedì 17 maggio da Pescara. I traguardi di Jesi, Reggio Emilia e Cuneo saranno appannaggio degli sprinter mentre la tappa da Parma a Genova sembrerebbe adatta ad una fuga a lunga gittata. Sabato 21 maggio verrà riproposto il tema del circuito cittadino. Sarà Torino, dopo Napoli, ad ospitare una frazione dal percorso scoppiettante che, forse, non inciderà sulla classifica ma sicuramente darà spettacolo. Il giorno successivo, da Rivarolo Canavese a Cogne, ci sarà battaglia tra gli uomini di classifica nella rediviva frazione valdostana, quella che tre anni fa decise la corsa a favore di Richard Carapaz.

Nell’ultimo giorno di riposo, lunedì 23 maggio, la carovana si trasferirà a Salò in riva al lago di Garda. Da lì, all’indomani, partirà la tappa regina che attraverso 200 km, con quasi 5.500 metri di dislivello, porterà i corridori all’Aprica, scalando tra l’altro il leggendario Mortirolo seppur dal versante meno duro, quello che parte da Monno in Val Camonica. Da Ponte di Legno si andrà poi verso il Trentino con destinazione Lavarone, lungo 165 km comprendenti i passi del Vetriolo e della Rovere, meglio noto come il Menador. E’ verosimile che chi indosserà quella sera la maglia rosa, avrà tutte le probabilità di portarla fino a Verona. Una picchiata da Borgo Valsugana a Treviso regalerà l’ultima occasione ai velocisti. Venerdì 27 maggio si andrà da Marano Lagunare al santuario di Castelmonte sopra Cividale in una tappa, non priva d’asperità che sconfinerà dal Friuli Venezia Giulia in Slovenia. L’ultima frazione in linea sarà la tradizionale cavalcata dolomitica. Quest’anno si partirà da Belluno per affrontare, nell’ordine, il San Pellegrino ed il Pordoi, Cima Coppi con i suoi 2.239 metri, prima di scendere in picchiata fino a Caprile dove comincerà la salita che porta al traguardo, posto ai 2.057 metri del Passo Fedaia. La breve cronometro di Verona suggellerà l’atto conclusivo del Giro d’Italia 2022 con l’apoteosi del vincitore all’Arena.

Ogni tracciato del Giro racconta una storia e questo non fa eccezione, strizzando l’occhio palesemente in direzione di Komenda, il paesino alle porte di Lubiana, patria di Tadej Pogacar. Il tormentone dell’eventuale doppietta rosa – gialla del 23enne fuoriclasse sloveno sarà il tema dominante di questo fine 2021 ciclistico. Al momento, pur senza aver detto apertamente di no, il vincitore degli ultimi due Tour de France non pare intenzionato ad essere al via a Budapest tra sei mesi. Certo è che la pubblicazione di questo percorso, decisamente invitante per lui, e l’assenza di un avversario all’altezza, posto che sia il connazionale Primoz Roglic che l’ultima maglia rosa, il colombiano Egan Bernal, hanno chiaramente fatto capire che concentreranno la loro stagione sulla corsa francese, potrebbero indurre Tadej a riconsiderare la sua posizione, facendo così felice il suo mentore, Beppe Saronni, che da tempo si batte per portarlo al Giro d’Italia.

In assenza di Pogacar, in sede di pronostico, il nome a cui viene prima da pensare è quello di un italiano. A 34 anni, dopo aver dimostrato d’essere pronto per fungere da leader d’una grande squadra, qual’è la sua Bahrain Victorious, Damiano Caruso avrà l’occasione della vita, difficilmente ripetibile considerando l’età nel 2023. A contrastarlo ci sarà sicuramente un uomo Ineos Grenadiers anche se non è sicuro che, come logica vorrebbe, sarà il campione olimpico Richard Carapaz, trionfatore in rosa nel 2019 proprio all’Arena di Verona. Ciò detto, allo squadrone inglese non mancano le alternative, a cominciare da quel Daniel Martinez che, correndo al servizio di Bernal, ha chiuso il Giro al quinto posto l’anno scorso. La Jumbo Visma non sembra particolarmente interessata alla corsa rosa. Lo sarà ancor meno ora che è stato svelato il percorso. Con Roglic ed il danese Jonas Vinegaard concentrati sul Tour e Tom Dumoulin penalizzato dal tracciato con soli 26 km di cronometro, c’è da aspettarsi che le vespe inviino un team di comprimari. Simon Yates e suo fratello Adam potrebbero dare vita ad un duello fratricida, magari per poi venire sconfitti da un terzo incomodo che potrebbe essere Joao Almeida, capitano designato della UAE Emirates, nel probabile caso non sia presente Pogacar.

🇬🇧 Giro d’Italia 2022: desperately seeking Tadej

The presentation of the 105th Giro d’Italia in instalments, in strip tease style but with a limp ending, is now public knowledge. From Budapest to Verona, from Friday 6th to Sunday 29th May, 21 fractions, of which two time trials, for a total of 3,410 kilometres define the next pink race. The Hungarian three-day event, revised two years after the original project, has been significantly improved. Thanks to the inclusion of the third rest day, which was not planned for 2020, the Magyar stages have been given more variety. Budapest’s short 9km city time trial, moved from stage one to stage two to ensure it takes place on Saturday, will be preceded by the Budapest-Visegrad stage, which features an uphill finish to partially select the peloton. The third stage, from Kaposvar to Balatonfured along the lake of the same name, will provide space for the fast wheels.

The move, as also planned two years ago, will be to Sicily, on the east coast. From Avola, in the Syracuse area, the riders will climb Mount Etna for the fourth time in the last six years. The arrival will be at 1892 metres of Rifugio Sapienza, where Alberto Contador in 2011 killed, at the first uphill finish, a Giro that would then be taken away from him in favour of Michele Scarponi. The next two stages will be dedicated to the sprinters: the second Sicilian stage from Catania to Messina, with the climb of Portella Mandrazzi, too far from the finish to do any damage, and the first continental one, in Calabria from Palmi to Scalea. The conclusion of the first week looks very interesting with three stages that, especially if accompanied by bad weather, could affect the final classification. There will be 4,500 metres of elevation gain in the 198 km from Diamante to Potenza, a stage that could hurt those who underestimate it. On Saturday 14 May, the Neapolitan circuit around Mount Procida will produce sparks among the classic hunters. The following day, on the ninth stage from Isernia to the 1,665m-high Blockhaus della Maiella, the general classification could take on a definite shape.

The second week is far less exciting and after the second rest will start on Tuesday 17 May from Pescara. The finishes at Jesi, Reggio Emilia and Cuneo will be the preserve of the sprinters while the stage from Parma to Genoa looks like it could be suitable for a long-distance breakaway. On Saturday 21 May the theme of the city circuit will be proposed again. It will be Turin, after Naples, to host a stage with a sparkling route that may not affect the classification but will certainly provide entertainment. The next day, from Rivarolo Canavese to Cogne, there will be a battle between the men in the classification in the revived stage in the Aosta Valley, the one that three years ago decided the race in favour of Richard Carapaz.

On the last day of rest, Monday 23 May, the caravan will move to Salò on the shores of Lake Garda. From there, the next day, the queen stage will start, that through 200 km, with almost 5.500 meters of difference in height, will bring the riders to Aprica, climbing among other things the legendary Mortirolo, even if from the less hard side, the one that starts from Monno in Val Camonica. From Ponte di Legno they will then head towards Trentino with the destination of Lavarone, along 165 km including the passes of Vetriolo and Rovere, better known as the Menador. It is likely that whoever wears the pink jersey that night will have every chance of wearing it all the way to Verona. A dive from Borgo Valsugana to Treviso will give the sprinters their last chance. On Friday 27 May the race goes from Marano Lagunare to the sanctuary of Castelmonte above Cividale in a tough stage which crosses from Friuli Venezia Giulia into Slovenia. The final stage will be the traditional Dolomite ride. This year the riders will start from Belluno to tackle, in order, the San Pellegrino and the Pordoi, Cima Coppi with its 2,239 metres, before descending steeply to Caprile where the climb to the finish, at 2,057 metres of the Passo Fedaia, will begin. The short time trial in Verona will seal the final act of the Giro d’Italia 2022 with the apotheosis of the winner in the Arena.

Every route of the Giro tells a story and this one is no exception, winking clearly in the direction of Komenda, the village on the outskirts of Ljubljana, home of Tadej Pogacar. The catchphrase of a possible pink/yellow double win by the 23-year-old Slovenian rider will be the dominant theme of this end of cycling 2021. At the moment, although he hasn’t openly said no, the winner of the last two Tours de France doesn’t seem to want to be at the start in Budapest in six months’ time. What is certain is that the publication of this route, which is very inviting for him, and the absence of a worthy opponent, given that both compatriot Primoz Roglic and the latest pink jersey winner, Colombian Egan Bernal, have made it clear that they will be focusing their season on the French race, could lead Tadej to reconsider his position, which would make his mentor Beppe Saronni, who has long been campaigning to bring him to the Giro d’Italia, happy.

In the absence of Pogacar, the name that first comes to mind when making predictions is that of an Italian. At the age of 34, having shown he is ready to be the leader of a great team, such as his Bahrain Victorious, Damiano Caruso will have the chance of a lifetime, which is unlikely to be repeated at his age in 2023. He will certainly be opposed by an Ineos Grenadiers man, although it is not certain that, as logic would have it, it will be the Olympic champion Richard Carapaz, triumphant in pink in 2019 in the Arena of Verona. Having said that, the British squadron is not lacking in alternatives, starting with Daniel Martinez who, riding in Bernal’s service, finished fifth in the Giro last year. Jumbo Visma does not seem particularly interested in the pink race. Even less so now that the route has been revealed. With Roglic and Dane Jonas Vinegaard focused on the Tour and Tom Dumoulin penalised by the course with only 26km time trial, it is to be expected that the Wasps will send a team of supporting riders. Simon Yates and his brother Adam could start a fratricidal duel, perhaps to be defeated by a third wheel who could be Joao Almeida, designated captain of UAE Emirates, in the likely event that Pogacar is not present.

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