di Simone Gambino @tpi.it 5 Sett (Photo Credit: ANSA)

Vuelta 2021, 21esima tappa: il trionfo di Primoz Roglic chiude il 2021 dei grandi giri

Con la quarta vittoria di tappa di Primoz Roglic (Jumbo Visma), nella cronometro conclusiva da Padron a Santiago de Compostela, si è chiusa la 76ma Vuelta Espana, dominata dal campione di Trbovlje. Avesse voluto, lo sloveno avrebbe potuto tenere la maglia roja, conquistata nell’apertura a Burgos, per tutta la corsa. Invece, dimostrando una maturità mai riscontrata in passato, il campione olimpico contro il tempo ha gestito la gara con padronanza, risparmiando alla sua squadra l’onere del controllo continuato. Gli avversari si sono spesi nei vani tentativi di attacco e non può essere un caso che, sui gradini più bassi del podio, siano finiti, a distanza siderale dal vincitore, gli unici due corridori che, fin dall’inizio, hanno puntato solo alle posizioni di rincalzo: lo spagnolo Enric Mas (Team Movistar), che ha così bissato la piazza d’onore del 2018 dietro a Simon Yates, ed il sorprendente lungo australiano Jack Haig (Bahrain Victorious).

La Vuelta degli italiani si riassume nel nome e cognome dell’unico ciclista competitivo azzurro nei grandi giri: Damiano Caruso (Bahrain Victorious). Il 34enne ragusano ha compiuto una grande impresa, vincendo con un assolo di 70 chilometri la nona frazione, l’arcigna cavalcata da Puerto Lumbreras all’Alto de Velefique. Poi, come da lui anticipato in partenza, ha sostenuto, invano Mikel Landa, smarritosi per l’ennesima volta per strada, e con successo il canguro Haig e lo svizzero Gino Mader che, nella penultima tappa in modo rocambolesco, hanno conquistato rispettivamente il podio in generale e la maglia bianca di miglior giovane. La Bahrain Ã¨ una squadra fortissima che ha primeggiato in tutte le tre grandi corse a tappe di quest’anno. Se, magari, il team del Golfo riuscisse a puntare sul cavallo giusto in partenza, forse potrebbe anche portare a casa un grande giro. Per noi italiani è fondamentale che ciò avvenga in quanto l’unico spiraglio di successo che abbiamo per il 2022, assai piccolo in realtà, è che Caruso possa conquistare il Giro d’Italia.

Matteo Trentin (UAE Emirates) ha disputato una Vuelta molto simile al Tour de France di Sonny Colbrelli (Bahrain Victorious), pieno di buona volontà ed occasioni mancate. Infine, veniamo a Fabio Aru (Qhubeka NextHash) che domenica sera davanti al più famoso santuario della cristianità ha chiuso la sua carriera a soli 31 anni. Sei anni fa, fu proprio la vittoria in terra iberica a consacrare il cavaliere dei quattro mori come grande protagonista nelle grandi corse a tappe. In quell’anno, prima di conquistare la Vuelta, aveva conteso il Giro d’Italia ad Alberto Contador, costringendo il Pistolero a tirare fuori il meglio di sé per portare a casa la maglia rosa. Ieri, in netto contrasto, ha chiuso una corsa che sembrava essere la dimostrazione pratica delle teorie del suo illustre corregionale, l’indimenticabile allenatore di calcio Gustavo Giagnoni, che faceva della sconfitta con dignità la sua bandiera.

Analizzandoli a freddo, i tre grandi giri di quest’anno hanno riproposto al 90% i vincitori del 2020. I due sloveni, Tadej Pogacar (UAE Emirates) in Francia e Roglic in Spagna si sono confermati, al termine di corse molto più monotone di quelle svoltesi dodici mesi fa. Al Giro d’Italia è cambiato il nome del vincitore ma non della squadra, con la Ineos Grenadiers sempre in cattedra. A Tao Geoghegan Hart, inventato capitano per strada dopo il ritiro di Geraint Thomas, è succeduto Egan Bernal, sostenuto alla perfezione dai compagni nella festa di maggio. Il colombiano, tuttavia, ha deluso in Spagna anche se gli va dato atto di essere stato l’unico che ha tentato di attaccare Roglic da lontano nel tappone asturiano che finiva ai Lagos de Covadonga. Essere competitivi in due grandi giri nello stesso anno è prerogativa di pochi. A proposito di ciò, nei prossimi giorni cominceranno i tormentoni sulla stagione ventura. Perlopiù, saranno incentrati sul punto che oramai assilla tutti gli addetti ai lavori: sarà il 2022 l’anno in cui Tadej Pogacar tenterà di conquistare l’immortalità ciclistica sovrapponendo il giallo al rosa?

diciannovesima tappa: Magnus cala il tris

@tpi.it 3 Sett (Photo Credit: ANSA)

Magnus Cort Nielsen (EF Education Nippo) ha vinto la diciannovesima tappa della 76ma Vuelta Espana da Tapia a Monforte de Lemos. Al termine di 191 chilometri vallonati, le cui difficoltà erano tutte concentrate ad inizio corsa, il danese ha triplicato i suoi successi in questa edizione della corsa iberica, dopo quelli dell’ Alto de Cullera e Cordoba, precedendo il portoghese Rui Oliveira (UAE Emirates) e lo statunitense Quinn Simmons (Trek Segafredo), campione mondiale juniores 2019 ad Harrogate. Questi tre corridori era inserito in un sestetto che comprendeva anche l’italiano Andrea Gagioli (Deceuninck Quick Step), il francese Anthony Roux (Groupama FDJ) ed il belga Andreas Kroon (Lotto Soudal), giunti nell’ordine al traguardo. Questi sei era tutto ciò che restava dell’attacco di giornata andato via in partenza.

Cristallizzata la classifica generale con lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma) che comanda sul duo Team Movistar formato da Enric Mas e Miguel Angel Lopez, staccati rispettivamente di 2’30” e 2’53”. Domani va in scena il penultimo atto della Vuelta 2021. Si correrà da Sanxenxo Mos a Castro de Herville lungo 203 chilometri, l’ultima metà dei quali comprendenti ben cinque Gpm. Difficile, pero, che questo generi belligeranza tra gli uomini di classifica. I giochi sembrano ormai fatti per il tris in rosso del campione di Trbovlje domenica davanti al santuario più famoso del mondo.


diciottesima tappa: l’affresco di Michelangelo


Miguel Angel Lopez (Team Movistar) ha vinto la diciottesima tappa della 76ma Vuelta Espana, la seconda delle due frazioni asturiane, disputatasi lungo i 163 chilometri da Salas all’Altu d”El Gamoniteiru. Lo scalatore colombiano ha preceduto di 14″ sul traguardo lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma), sempre più padrone della corsa. Al terzo posto si è piazzato lo spagnolo Enric Mas (Team Movistar), staccato di 20″”, che ha anticipato di due secondi il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, Egan Bernal (Ineos Grenadiers).
Il campione olimpico a cronometro ha rafforzato la sua maglia roja. Ora può vantare un vantaggio di 2’30 su Enric Mas con Miguel Angel Lopez terzo a 2’53”.

Per quanto emozionanti siano stati gli ultimi 5.000 metri, questa attesissima tappa ha detto molto poco. C’è stato un lungo assolo dell’australiano Michael Storer (Team DSM). Il vincitore delle frazioni di Balcon de Alicante e Rincon de la Victoria ha fatto il pieno di punti nelle prime due salite di giornata, sottraendo così la maglia a pois degli scalatori al compagno di squadra Romain Bardet. Sulla salita finale, l’oceanico è stato scavalcato dallo spagnolo David de la Cruz (UAE Emirates), poi infilato da Lopez a tre chilometri dal traguardo.

Domani va in scena il terzultimo atto. La diciannovesima tappa porterà i corridori da Tapia a Monforte de Lemos. Sono 191 chilometri molto mossi in partenza ma decisamente più abbordabili nella fase finale. I giochi in questa Vuelta essendo ormai fatti, si dovrebbe assistere ad una fuga di comprimari che andrà a buon fine.

diciassettesima tappa: l’inappellabile sentenza dei Lagos de Covadonga 

@tpi.it 1 Sett (Photo Credit: ANSA )

Primoz Roglic (Jumbo Visma) ha vinto per distacco la tappa regina della 76ma Vuelta Espana lungo i 186 chilometri che hanno portato la corsa da Unquera ai Lagos de Covadonga. Era la 22ma volta che la Vuelta poneva lo striscione d’arrivo in vetta a questa iconica asperità asturiana. Come nelle precedenti occasioni, anche oggi il giudizio emerso dalla frazione appena conclusa avrà un peso decisivo sull’esito finale della corsa iberica. Lo sloveno ha distanziato di 1’35” un gruppo comprendente tutti i migliori della classifica generale. A completare il trionfo Jumbo Visma, il fido scudiero del campione di Trbovlje, lo statunitense Sepp Kuss, ha conquistato la piazza d’onore con il colombiano Miguel Angel Lopez (Team Movistar) che si è classificato terzo.

Roglic è anche rientrato in possesso della maglia roja, complice il crollo del norvegese Odd Christian Eiking (Intermarchè Wanty Gobert) giunto al traguardo staccato di oltre 6 minuti. Ora il campione olimpico a cronometro guida la graduatoria con un vantaggio di 2’22” sullo spagnolo Enric Mas (Team Movistar) seguito dal compagno di squadra Miguel Angel Lopez, staccato di 3’11”.

La cronaca della tappa si concentra nell’attacco, preannunciato, di Egan Bernal (Ineos Grenadiers) a 61 chilometri dal traguardo sulla seconda ascesa alla Collada Llomena. Solo Roglic rispondeva allo scatto del vincitore dell’ultimo Giro d’Italia. I due guadagnavano rapidamente due minuti sul gruppo, vantaggio che scendeva, sotto l’azione della Bahrain Victorious, a 90 secondi ai meno 15 dall’arrivo, all’imbocco dell’erta conclusiva. A 8.000 metri dal traguardo Bernal cedeva, senza che Roglic scattasse, venendo ripreso dagli inseguitori al triangolo rosso dell’ultimo chilometro. L’alfiere della Jumbo Visma completava una rara, per lui, vittoria per distacco con urlo liberatorio mentre tagliava la linea d’arrivo. Dopo lo svizzero Toni Rominger (1992/94) e lo spagnolo Roberto Heras (2003/05) anche lui domenica conquisterà la Vuelta per il terzo anno consecutivo.

Domani è in programma una frazione sulla carta durissima. Nei 163 chilometri da Salas all’Altu d”El Gamoniteiru, cima Alberto Fernandez di questa edizione della Vuelta, ci saranno da superare più di 4.000 metri di dislivello. La salita finale è la più dura tra quelle in programma nelle tre settimane di gara. Detto ciò, a meno che il Team Movistar decida di attaccare Roglic da lontano, è improbabile che dopo la prova enfatica odierna del campione sloveno si assista ad una battaglia che metta in discussione la destinazione finale della maglia roja.


sedicesima tappa: Lazzaro concede il tris


Fabio Jakobsen (Deceuninck Quick Step) ha vinto la sedicesima tappa della 76ma Vuelta Espana corsa in Cantabria lungo i 188 chilometri che separano Laredo da Santa Cruz de Bezana. L’olandese, al suo terzo successo personale in questa edizione della corsa spagnola, ha così festeggiato nel modo migliore il suo 25° compleanno, regalandosi la quasi definitiva certezza di conquistare la maglia verde della classifica a punti. Al secondo posto si è classificato il belga Jordi Meeus (Bora Hansgrohe) che ha preceduto l’italiano Matteo Trentin (UAE Emirates) che, invano, ha cercato di raddrizzare una giornata storta per i colori azzurri per il ritiro di Giulio Ciccone (Trek Segafredo), coinvolto in una caduta ad inizio frazione.

Fossilizzata la classifica in una giornata in cui i big sono rimasti coperti nel tentativo di risparmiare energie in vista di quello che li attende nel prossimi due giorni. Il norvegese Odd Christian Eiking (Intermarchè Wanty Gobert) ha conservato la maglia roja  mantenendo un margine di 54″ sul francese Guillaume Martin (Cofidis Credits Solutions) e di 1’56 nei confronti dello sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma). Domani inizia la due giorni asturiana, quella che dovrebbe dare l’impronta decisiva a questa Vuelta 2021. Si viaggerà per 186 chilometri da Unquera fino al più tradizionale degli arrivi in salita della corsa spagnola: Lagos de Covadonga. Prima dell’ascesa conclusiva al Gpm di categoria Especial, ci sarà la doppia ascesa all’inedita Collada Llomena, a sua volta vetta di prima categoria. Non ci sarà più la possibilità di nascondersi: chi vuole portare la maglia roja domenica a Santiago de Compostela dovrà uscire allo scoperto.


quindicesima tappa: stancamente verso il secondo giorno di riposo

Rafal Majka (UAE Emirates) ha vinto la quindicesima tappa della 76ma Vuelta Espana con una impresa di spessore, lungo i 198 chilometri da Navalmoral de la Mata a El Barraco. La medaglia di bronzo nella prova in linea a Rio de Janeiro cinque anni fa ha conquistato il successo dopo un assolo di 88 chilometri. Al secondo posto, staccato di 1’27” si è piazzato l’olandese Steven Kruijswijk (Jumbo Visma) che ha tentato invano di riprendere il piccolo scalatore polacco. Terzo a 2’19” si è classificato l’australiano Chris Hamilton (Team DSM) che ha preceduto il britannico Adam Yates (Ineos Grenadiers), quarto a 2’42”.

Immutata la classifica generale con il norvegese Odd Christian Eiking (Intermarchè Wanty Gobert) che ha mantenuto senza problemi la maglia roja. Lo scandinavo mantiene un vantaggio di 54″ sul francese Guillaume Martin (Cofidis Credits Solutions) e di 1’36 sullo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma).

Con un giorno d’anticipo i protagonisti di questa edizione della corsa spagnola hanno deciso di riposare, forse troppo spremuti da due settimane di continua bagarre. Dopo il riposo, tra mercoledì e giovedì, è in programma una due giorni micidiale sulle vette asturiane con il tradizionale traguardo dei Lagos de Covadonga seguito dall’inedito Alto d’el Gamoniteiru, paragonato dagli addetti ai lavori al Anghiru in termini di durezza. Saranno le energie residue ad indicarci il novello Guido Cavalcanti, capace di portare la maglia roja a Santiago de Compostela domenica prossima.


quattordicesima tappa: il ritorno dello scalatore perduto

Romain Bardet (Team DSM) ha vinto la quattordicesima tappa della 76ma Vuelta Espana da Don Benito a Pico de Villuercas, caratterizzata da in arrivo in quota al termine dei 166 chilometri del percorso. Alle spalle del francese, due volte sul podio al Tour de France negli anni di Chris Froome (Israel Start Up Nation), si è piazzato con un ritardo di 44″ lo spagnolo Jesus Herrada (Cofidis Credits Solutions) che ha preceduto l’australiano Jay Vine (Alpecin Fenix).

Questo il risultato di una tappa da cui ci si attendeva molto in termini di classifica generale. Si è assistito, invece, ad una frazione double face con gli uomini di classifica che hanno lasciato andare la fuga, dandosi battaglia solo negli ultimi 2.000 metri. Ne è uscita una classifica leggermente raccorciata con il norvegese Odd Christian Eiking (Intermarchè Wanty Gobert) che ha conservato la maglia roja con un margine di 54″ sul transalpino Guillaume Martin (Cofidis Credits Solutions) mentre Primoz Roglic (Jumbo Visma) pur rimanendo terzo in graduatoria si è portato a 1’36” dal leader della corsa.

Domani è in programma la quindicesima frazione che precede il secondo riposo. Ci saranno due Gpm di prima categoria lungo i 198 chilometri da Navalmoral de la Mata a El Barraco. Il problema è che la loro dislocazione è decisamente lontana dal traguardo. Ipotizzabile, quindi, una fuga di comprimari a meno che qualcuno relativamente distante in classifica decida di rischiare il tutto per tutto. Qualunque riferimento ad Egan Bernal (Ineos Grenadiers) non è casuale.


tredicesima tappa: nel segno del Wolfpack 

Florian Senechal (Deceuninck Quick Step) ha vinto la tredicesima tappa della 76esima Vuelta Espana, una delle frazioni più lunghe di questa edizione con i suoi 203 chilometri da Belmez a Villanueva de Serena. Il francese ha dato dimostrazione, semmai ce ne fosse stato bisogno, dello strapotere del Wolfpack, supplendo nel modo migliore all’incidente meccanico che ha estromesso dallo sprint il velocista della squadra, l’olandese Fabio Jakobsen. Matteo Trentin (UAE Emirates) e Alberto Dainese (Team DSM) hanno completato un podio che lascia agli azzurri una punta di rimpianto. Invariata la classifica generale con il norvegese Odd Christian Eiking (Intermarchè Wanty Gobert) che conserva la maglia roja con 58″ di vantaggio sul transalpino Guillaume Martin (Cofidis Credits Solutions) e 1’56” sullo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma).

Con lo spauracchio dell’ennesimo arrivo in pendenza al termine dei 166 chilometri in programma domani da Don Benito a Pico de Villuercas, la tappa odierna ha vissuto i pochi momenti emozionanti in prossimità del traguardo a causa del forte vento che ha frazionato il gruppo senza però provocare mutamenti in classifica generale. Egan Bernal (Ineos Grenadiers) ha guadagnato cinque secondi che, almeno, puntelleranno il suo morale. Domani, tuttavia, serviranno le gambe, se il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia vorrà finalmente dire la sua in questa Vuelta che, finora, non lo ha visto protagonista.

dodicesima tappa: Cort Nielsen si rifà con gli interessi

epaselect epa09430583 Danish rider Magnus Cort Nielsen of EF Education team celebrates winning the 12th stage of the Spanish Cycling Vuelta in Jaen, a 175km-long race between Jaen and Cordoba, Spain, 26 August 2021. EPA/Manuel Bruque

Magnus Cort Nielsen (EF Education Nippo) ha vinto la dodicesima tappa della 76esima Vuelta Espana, una frazione tutta andalusa di 175 chilometri da Jaen a Cordoba. Il danese, beffato ieri a cento metri dal traguardo dalla rimonta del gruppo, ha così bissato il successo di una settimana fa sull’Alto de Cullera. Al secondo posto si è piazzato un sempre più positivo Andrea Bagioli (Deceuninck Quick Step) che ha preceduto l’australiano Michael Matthews (BikeExchange). Invariata la classifica generale con il norvegese Odd Christian Eiking (Intermarchè Wanty Gobert) che mantiene la maglia roja con un vantaggio di 58″ sul francese Guillaume Martin (Cofidis Credits Solutions) e di 1’56” su Primoz Roglic (Jumbo Visma).

La tappa odierna ha vissuto il suo momento topico ai meno 50 dal traguardo quando, per la seconda volta in tre giorni, Roglic, leader in pecore della corsa, è finito per le terre, questa volta insieme ad Adam Yates (Ineos Grenadiers). Per fortuna d’entrambi non si è trattato di una caduta con conseguenze ed i due sono prontamente rientrati in gruppo.

Gli ultimi 20 chilometri sono stati caratterizzati da vari attacchi, uno dei quali orchestrato da Giulio Ciccone (Trek Segafredo) e Romain Bardet (Team DSM), nel vano tentativo di scongiurare la volata finale. Enfatico lo sprint di Nielsen che ha saputo resistere al tentativo di rientro di Bagioli.

Domani va in scena la tredicesima tappa. In una delle rare occasioni in cui si supereranno i 200 chilometri, si andrà da Belmez a Villanueva de Serena. Finalmente ci sarà un po’ di gloria per i velocisti.


undicesima tappa: il marchio di Primoz

epa09429109 Slovenian Primoz Roglic of Jumbo Visma team (C-R) on his way to win the 11th stage of the Spanish Cycling Vuelta, a 133.6km-long race between Antequera and Valdepenas de Jaen, Spain, 25 August 2021. EPA/Manuel Bruque

Primoz Roglic (Jumbo Visma) ha vinto l’undecima tappa della 76esima Vuelta Espana, un concentrato di saliscendi di 133 chilometri da Antequera a Valdepenas de Jaen, caratterizzato da un ultimo chilometro simile ad una interminabile rampa di garage. Lo sloveno ha preceduto di 3″ sul traguardo lo spagnolo Enric Mas (Team Movistar), che con il passare dei giorni appare sempre più come il suo antagonista principale per il successo finale a Santiago de Compostela. Terzo oggi sul traguardo andaluso è stato il secondo alfiere della Movistar, Miguel Angel Lopez, staccato di 5″ dal vincitore.

Il norvegese Odd Christian Eiking (Intermarchè Wanty Gobert) si è ben difeso, conservando senza eccessive difficoltà la maglia roja. Il suo vantaggio sul secondo in graduatoria, il francese Guillaume Martin (Cofidis Credits Solutions), resta di 58″ mentre Roglic, terzo nella generale, si è avvicinato ed ora accusa 1’56” dallo scandinavo.

Con l’arrivo in ascesa ben presente, a mo’ di spada di Damocle, nella testa dei corridori, la tappa ha avuto uno svolgimento abbastanza bloccato, in contrasto a quella di ieri. Sono andati in fuga, senza mai raggiungere un vantaggio di due minuti, cinque attaccanti: Edward Planckaert (Alpecin Fenix), Jonathan Lastra (Caja Rural Seguros), Harm Vanhocke (LottoSoudal), Joan Bou (Euskatel Euskadi) e Magnus Cort Nielsen (EF Education Nippo). Quest’ultimo, già vincitore sei giorni fa sull’Alto de Cullera, ha salutato i compagni all’imbocco del Puerto de Locubin, l’unico Gpm di giornata, la cui vetta era posta a soli otto chilometri dal traguardo. Con 30″ di vantaggio a 2.000 mila metri dallo striscione d’arrivo sembrava proprio che il danese potesse concedere il bis. Non aveva, però, fatto i conti il buon Magnus con la potenza del treno giallo del campione di Trbovlje che, innescando il turbo, lo ha saltato ai meno 200 dal traguardo.

Domani è in programma la dodicesima frazione. Si pedalerà interamente in Andalusia per 175 chilometri da Jaen a Cordoba con immancabile unipuerto finale che non dovrebbe muovere la classifica ma sicuramente taglierà fuori i velocisti dal successo di tappa.

decima tappa: La fuga bidone rimescola le carte: bis di Storer, maglia roja a Eiking

@tpi.it 24 Aug (Photo Credit: EPA/Manuel Bruque)

Michael Storer (Team DSM) ha vinto la decima tappa della 76esima Vuelta Espana, corsa lungo i 189 chilometri che separano Roquetas de Mar da Rincon de la Victoria. L’australiano ha così bissato il successo di venerdì scorso al Balcon de Alicante. Il corridore di Perth ha anticipato di 22″ un gruppetto di altri quattro attaccanti, facenti parte, come lui, della mega fuga di giornata forte di ben 30 unità. Alla piazza d’onore si è classificato il belga Mauri Vansevenant (Deceuninck Quick Step) che ha preceduto nell’ordine il francese Clement Champoussin (AG2R Citroen), l’olandese Dylan Van Baarle (Ineos Grenadiers) ed il norvegese Odd Christian Eiking (Intermarchè Wanty Gobert). Proprio quest’ultimo è il beneficiario principale di questa vera e propria fuga bidone. Ora è lui a vestire la maglia roja con un vantaggio di 58″ sul francese Guillaume Martin (Cofidis Credits Solutions) mentre Primoz Roglic (Jumbo Visma) è sceso in terza posizione a 2’17” dal nuovo leader.

Solo a fine corsa, tra 12 giorni a Santiago de Compostela, si potrà valutare l’effetto reale della frazione odierna. Di certo, il campione olimpico a cronometro non si è dannato per conservare il simbolo del comando, tentando, però, al contempo di allungare in graduatoria su quelli che lui ritiene essere i suoi avversari più pericolosi. Azione, questa, riuscita sul duo Ineos Grenadiers, composto da Egan Bernal ed Adam Yates, che ha perso un ulteriore mezzo minuto dallo sloveno. Al contrario, la coppia Movistar, formata da Enric Mas e Miguel Angel Lopez non ha ceduto e resta un’incombente minaccia per l’ex saltatore con gli sci di Trbovlje.

L’undecima tappa in programma domani giunge in tal senso a fagiolo. Nei 133 brevi chilometri da Antequera a Valdepenas de Jaen non c’è un metro di pianura con due salite, ad onor del vero non proibitive, nel finale. È lecito aspettarsi di tutto.


nona tappa: Caruso, un’impresa d’altri tempi

@tpi.it 22 Aug (Photo Credit: @Bettiniphoto @photogomezsport @TeamBahrainVictorious)

Damiano Caruso (Bahrain Victorious) ha conquistato la nona tappa della 76ma Vuelta Espana. Il corridore ragusano, già secondo quest’anno nella classifica finale del Giro d’Italia, ha vinto e convinto lungo i 188 chilometri, comprensivi di 4.500 metri di dislivello da Puerto Lumbreras ad Alto de Velefique.

Nel compiere questa impresa si è anche impossessato della maglia a pois di leader della classifica degli scalatori. Al secondo posto, staccato di 1’05”, si è piazzato Primoz Roglic (Jumbo Visma) che ha preceduto di un secondo Enric Mas (Team Movistar).

Lo sloveno ha così consolidato il suo primato in graduatoria portando il suo vantaggio proprio su Mas a 28″ con un altro uomo della Movistar, Miguel Angel Lopez, ora terzo a 1’21. Male il vincitore del Giro d’Italia, Egan Bernal (Ineos Grenadiers), che ha perso più d’un minuto da Roglic ed è ora staccato in classifica di 1’52” dalla maglia roja.

Caruso ha compiuto oggi una di quelle imprese che si vedono sempre più raramente nel ciclismo contemporaneo. Ha attaccato in solitaria quando mancavano 65 chilometri all’arrivo. L’uomo dei Monti Iblei ha tenuto il piede sull’acceleratore per 50 chilometri, arrivando così ai piedi dell’asperità finale con un vantaggio di cinque minuti che ha poi gestito lungo la durissima ascesa che portava al traguardo.

Durante questa salita sono andati in crisi, uscendo di classifica, il secondo alla partenza Felix Grossachtner (Bora Hansgrohe) e, soprattutto, il compagno di squadra di Caruso, Mikel Landa, capitano designato della Bahrain Victorious alla partenza di questa Vuelta. Dignitosa, invece, è stata la difesa di Giulio Ciccone (Trek Segafredo): il teatino chiude questa prima fase della corsa iberica al settimo posto in graduatoria a 2’39 da Roglic.

Domani è in programma il primo giorno di riposo, necessario per i corridori quasi quanto la discesa della manna dal cielo. Sulla strada del terzo successo consecutivo di Roglic in terra di Spagna s’erge la Movistar del duo Mas – Lopez. La Ineos Grenadiers, per parte sua, dovrà inventarsi qualcosa in stile Caruso oggi se vorrà che uno dei suoi alfieri, Adam Yates o Egan Bernal, rientri in lotta per la vittoria finale tra due settimane a Santiago de Compostela.

ottava tappa: Jacobsen pareggia i conti

Fabio Jakobsen (Deceuninck Quick Step) ha vinto l’ottava tappa della 76ma Vuelta Espana. Lo sprinter olandese ha prevalso nettamente in volata al termine della soporifera frazione che ha portato la carovana da Santa Pola a La Manga del Mar Menor lungo 173 chilometri.

Con il secondo posto odierno Alberto Dainese (Team DSM) ha ottenuto il miglior piazzamento azzurro in questa edizione della corsa iberica. Al terzo posto si è piazzato il belga Jasper Philipsen (Alpecin Fenix), oggi raggiunto da Jakobsen a quota due vittorie. Immutata la classifica generale con lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma) in maglia roja con otto secondi di vantaggio sul tedesco Felix Grosschartner (Bora Hansgrohe) e 25 sullo spagnolo Enric Mas (Deceuninck Quick Step).

È stata una tappa di trasferimento nel senso più autentico del termine con i corridori intenti a recuperare quante più energie possibili dopo la faticosissima frazione di ieri e, soprattutto, in vista di quello che aspetta loro domani. D’altronde il percorso della nona tappa in programma da Puerto Lumbreras ad Alto de Velefique incute rispetto, se non addirittura timore. Si scaleranno 4.500 metri di dislivello con un Gpm di prima categoria e l’arrivo che coinciderà con la prima asperità “especial” di questa Vuelta. Attendiamo una sentenza chiarificatrice dalla strada.

settima tappa: il mesto addio di Don Alejandro


L’australiano Michael Storer (Team DSM) ha vinto la settima tappa della 76ma Vuelta Espana da Gandia a Balcon di Alicante, 152 chilometri comprendenti sei Gpm e ben 3.700 metri di dislivello. Il 24enne di Perth ha preceduto di 21″ lo spagnolo Carlos Verona (Team Movistar) che, invano, ha tentato di conquistare la frazione per onorare il suo capitano, Alejandro Valverde, costretto al ritiro da una caduta quando mancavano 40 chilometri all’arrivo. In terza posizione a 59″ si è classificato il  russo Pavel Sivakov (Ineos Grenadiers).

Primoz Roglic (Jumbo Visma) ha conservato la maglia roja. Tra lui ed Enric Mas (Team Movistar), ora terzo in graduatoria a 25″, si è inserito il tedesco Felix Grosschartner (Bora Hansgrohe) che si è installato in seconda posizione a soli 8″ dallo sloveno. Egan Bernal (Ineos Grenadiers), sceso al sesto posto a 41″, senza aver perso tempo dal leader della corsa, appare sempre più come l’antagonista più autorevole sulla strada del possibile terzo trionfo consecutivo di Roglic in terra di Spagna.

Doveva essere una tappa breve,  ancorché intensa. Lo è stata anche grazie al clima torrido. È andata via in partenza una fuga di ben 29 corridori che, molto lentamente, ha preso un vantaggio di un paio di minuti. All’interno di questo attacco collettivo spiccava la massiccia presenza del Team DSM con ben cinque unità tra cui, oltre al futuro vincitore di giornata, anche il francese Romain Bardet, a caccia di punti per la classifica dei scalatori.

Ai meno 50 dall’arrivo un attacco del Team Movistar metteva in difficoltà la maglia roja. Malauguratamente, però, il promotore dell’azione, Alejandro Valverde, finiva lungo in una curva, oltretutto senza guard rail. Dopo qualche secondo d’apprensione, El Embatido risaliva in sella per poi ritirarsi dopo un paio di chilometri. La Vuelta perdeva così il protagonista principe dell’ultimo ventennio, vincitore dell’edizione 2009 con ben sei presenze sul podio. A questo punto, il gruppo dei migliori rallentava, consentendo ai fuggitivi di portare il loro vantaggio a cinque minuti ai piedi delle ultime due salite quando mancavano 20 chilometri al traguardo. Davanti, sul penultimo Gpm, partivano Storer, Sivakov e Verona che andavano a giocarsi il successo.

Dietro i migliori dimezzavano il ritardo sotto la spinta di Adam Yates (Ineos Grenadiers) la cui azione metteva in difficoltà Mikel Landa (Bahrain Victorious) e, purtroppo, anche i due alfieri azzurri Giulio Ciccone (Trek Segafredo) e Fabio Aru (Team Qhubeka NextHash). I tre giungevano al traguardo staccati di mezzo minuto dal gruppo della maglia roja. Domani andrà in scena l’ottava tappa. Si andrà lungo 173 chilometri pianeggianti da Santa Pola a La Manga del Mar Menor. Una giornata per le ruote veloci posizionata tra due tapponi durissimi, quali quello odierno e l’altro di domenica che porterà al primo giorno di riposo.


sesta tappa: a Cort Nielsen la tappa, a Roglic la maglia Roja

Photo Credit: @ EPA/Manuel Bruque)

Magnus Cort Nielsen (EF Nippo) ha vinto la sesta tappa della 76ma Vuelta Espana che si è corsa lungo i 158 chilometri da Requena ad Alto de la Montana de Cullera. Il danese, ultimo superstite della fuga di giornata, ha resistito al ritorno dello sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma) regolandolo di misura allo sprint. Al terzo posto si è piazzato il sempre più positivo lombardo Andrea Bagioli (Deceuninck Quick Step).

Il crollo sull’erta finale del francese Kenny Elissonde (Trek Segafredo) ha restituito la maglia roja a Roglic. Il campione olimpico a cronometro ora guida la classifica tallonato da un trio Movistar: Enric Mas è secondo a 25″, con Miguel Angel Lopez terzo a 36″ e l’eterno Alejandro Valverde che condivide il quarto posto con il vincitore del Giro d’Italia, Egan Bernal (Ineos Grenadiers), a 41″.

La tappa si è dipanata nell’attesa dei 1.900 metri finali, un’autentica rampa da garage che faceva seguito ad una frazione interamente pianeggiante. La corsa è stata caratterizzata dall’attacco di cinque uomini: Cort Nielsen, Jetse Bol (Burgos BH), Ryan Gibbons (UAE Emirates), Joan Bou (Euskatel Euskadi) e Bert Jan Lindeman (Team Qhubeka NextHash). Il quintetto si è gestito al meglio riuscendo ad arrivare ai piedi della salita finale con un margine di 15″, distacco che ha consentito allo scandinavo di conquistare il successo.

Domani va in scena la settima tappa, la prima vera frazione di montagna. Saranno, infatti, 3.600 i metri di dislivello nei 152 chilometri che porteranno i corridori da Gandia a Balcon de Alicante con l’ultima salita che presenterà pendenze fino al 14% nei quattro chilometri precedenti il traguardo. Tra 24 ore avremo le idee più chiare sui potenziali vincitori a Santiago de Compostela il 5 settembre.


quinta tappa: Philipsen smentisce Paganini, Elissonde conquista la roja

18 Aug (Photo Credit: @ Getty Images)

Jasper Philipsen (Alpecin Fenix) ha vinto in volata la quinta tappa della 76ma Vuelta Espana da Tarancon ad Albacete lungo 184 km completamente pianeggianti. Il belga, che ha così bissato il successo di tre giorni fa a Burgos, ha preceduto il vincitore di ieri Fabio Jakobsen (Deceuninck Quick Step) con l’italiano Alberto Dainese (Team DSM) al terzo posto.

Cambia la classifica generale a causa di una caduta che ha coinvolto mezzo gruppo ai meno 11 dal traguardo. A farne le spese, insieme al francese Romain Bardet (Team DSM), è stata la maglia roja, l’estone Rein Taramae (Intermarchè Wanty Gobert), che è così giunto al traguardo con un ritardo di 2’20”. Il simbolo del primato è così passato sulle spalle di Kenny Elissonde (Trek Segafredo). Il piccolo scalatore transalpino può vantare un distacco di 5″ sullo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma) con il connazionale Lilian Calmjeane (AG2R Citroen) terzo a 10″.

In assenza della caduta che ha portato al cambio della guardia in vetta alla classifica generale, ci sarebbe ben poco da raccontare di questa frazione decisamente soporifera. Rispettando il ruolo assegnato loro dall’invito alla corsa, le tre squadre spagnole Professional hanno mandato all’attacco un corridore ciascuno: Pelajo Sanchrz (Burgos BH), Xabier Mikel Azparren (Euskatel Euskadi) e Oier Laskano (Caja Rural Seguros). I tre hanno faticato per più di 100 chilometri sotto al sole e con il vento in faccia, venendo ripresi ai meno 15 dall’arrivo. La frenetica andatura in gruppo in preparazione alla volata ha poi  portato alla caduta sopra accennata con il conseguente cambio di leader in graduatoria.

Domani va in scena la sesta tappa. Saranno 158 i chilometri che porteranno i corridori da Requena all’Alto de la Montana de Cullera.  Si tratta della classica frazione da Vuelta tutta pianeggiante con brutale unipuerto finale, a mo’ di rampa da garage, negli ultimi duemila metri. La classifica sicuramente cambierà seppur senza grandi sconvolgimenti.

quarta tappa: la resurrezione di Lazzaro

@tpi.it 16 Aug (Photo Credit: @ Ansa)

Fabio Jakobsen (Deceuninck Quick Step) ha vinto la quarta tappa della 76ma Vuelta Espana disputata lungo i 163 km da Burgo de Osma a Molina de Aragon. A 377 giorni dal terrificante incidente al Giro della Polonia 2020 in cui si temette anche per la sua vita, l’olandese è tornato alla vittoria ed ora può guardare con rinnovata fiducia al futuro. Sul traguardo in leggera ascesa, Jakobsen ha bruciato il francese Arnaud Demare (Groupama FDJ), partito un attimo troppo presto,  infilandolo in rimonta a 50 metri dalla linea d’arrivo. Al terzo posto si è  classificato il danese Magnus Cort (Education Nippo).

L’estone Rein Taramae (Intermarchè Wanty Gobert) ha conservato, non senza un pizzico di fortuna, la maglia roja. Taramae è arrivato al traguardo con quasi due minuti di ritardo a causa di una caduta a 2.200 metri dall’arrivo quando era già scattata la neutralizzazione che annulla gli effetti di eventuali incidenti negli ultimi tre chilometri. In classifica generale,  l’estone mantiene 25″ di vantaggio sul francese Kenny Elissonde (Trek Segafredo) con lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma) terzo a 30″.

La giornata è stata caratterizzata da una lunga fuga di tre corridori: Joan Bou (Euskatel Euskadi), Angel Madrazo e Carlos Canal (Burgos BH). I tre coraggiosi attaccanti sono stati tenuti a Bagno Maria dal gruppo per più di 100 chilometri, venendo ripresi ai meno 12 dal traguardo. Domani va in scena la quinta tappa. Si viaggerà da Tarancon ad Albacete per 184 km completamente pianeggianti. Inevitabile l’epilogo allo sprint.

terza tappa: i big si marcano stretto, Taramae ringrazia

@tpi.it 16 Aug (Photo Credit: @ Ansa)

Rein Taramae (Intermarchè Wanty Goubert)  ha vinto la terza tappa della 76ma Vuelta Espana, lungo i 202 km da Santo Domingo de Silos a Espinosa de los Monteros. L’estone, già vincitore nel 2016 al Giro d’Italia della decisiva frazione di Sant’Anna di Vinadio,  ha preceduto sul traguardo, posto in cima all’erta del Picon BIanco, lo statunitense Joe Dombrowski (UAE Emirates), staccato di 21″, con il francese Kenny Elissonde (Trek Segafredo), giunto terzo a 35″. Taramae ha aggiunto al successo di giornata anche la conquista della maglia roja. In classifica generale ora guida con 25″ di vantaggio su Elissonde con Primoz Roglic (Jumbo Visma) sceso in terza piazza con un distacco di 30″.

La giornata è stata caratterizzata da una lunga fuga di otto corridori con, oltre i primi tre all’arrivo, anche Lilian Calmjeane (AG2R Citroen), Tobias Bayer (Alpecin Fenix), Jersey Bolo (Burgos), Julen Amezqueta (Caja Rural) e Antonio Jesus Soto (Euskatel Euskadi). I fuggitivi hanno rapidamente accumulato un vantaggio di otto minuti che solo ai meno 30 dal traguardo il gruppo ha cominciato a limare. Con il margine dimezzato a quattro minuti a 15 km dall’arrivo, in testa al plotone le squadre dei principali candidati alla vittoria conclusiva hanno cominciato a studiarsi lasciando che il successo di giornata andasse ad uno degli attaccanti.

Alla fine i migliori, compresi gli azzurri Giulio Ciccone (Trek Segafredo) e Fabio Aru (Qhubeka), sono giunti con un distacco di poco inferiore ai due minuti da Taramae. Unico sconfitto di giornata tra i big, Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), che ha perso un minuto rispetto agli altri aspiranti al successo finale. Domani va in scena la quarta tappa. Si pedalerà da El Burgo de Osma a Molina de Aragon, lungo 163 km mossi ma priva di reali asperità. Interessante il finale in leggera ascesa, più adatto a dei finisseur che ai velocisti puri.

seconda tappa: Philipsen beffa Jakobsen all’ombra della cattedrale

@tpi.it 15 Aug (Photo Credit: @ EPA/Santi Otero)

Il belga Jasper Philipsen (Alpecin Fenix) ha vinto la seconda tappa della 76esima Vuelta Espana lungo i 167 chilometri da Calaruega a Burgos. Il fiammingo ha preceduto di mezza ruota l’olandese Fabio Jakobsen (Deceuninck Quick Step) con l’australiano Michael Matthews (BikeExchange) che si è piazzato terzo. Praticamente, immutata la classifica generale con lo spagnolo Alex Aramburu (Astana Premier Tech) che ha ridotto il suo distacco dalla maglia rossa Primoz Roglic (Jumbo Visma) portandosi a soli 4″ grazie ai due secondi d’abbuono conquistati al traguardo volante posto a 16 chilometri dal traguardo. Lo sloveno Jan Tratnik (Bahrain Victorious) conserva la terza posizione a 8″ dal connazionale leader.

Questo lo scarno resoconto di una tappa corsa fortemente al risparmio anche in considerazione di ciò che aspetta i corridori domani quando andrà in scena la terza frazione, la più lunga di questa edizione della Vuelta. Da Santo Domingo de Silos a Espinosa de los Monteros corrono 202 chilometri. Fino ai meno 25, sarà tutta pianura. Poi comincerà un finale esplosivo che culminerà nei 7.600 metri finali del Picon BIanco, pendenza media del 9 per cento con l’ultimo chilometro ad un terrificante 18 per cento. Vedremo se già domani sera qualcuno dovrà riporre nel cassetto i sogni di gloria.

prima tappa: Roglic non perde il filo

@tpi.it 14 Aug (Photo Credit: @tpi.it)

Lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma) è la prima maglia roja della 76ma Vuelta Espana. Il campione olimpico della specialità ha vinto la prova a cronometro inaugurale, corsa al tramonto lungo uno spettacolare e pittoresco percorso cittadino a Burgos. Alle spalle dell’ex saltatore con il trampolino si è piazzato il sorprendente basco Alex Aramburu (Astana Premier Tech), staccato di 6″. A completare il trionfo sloveno, il campione nazionale contro il tempo Jan Tratnik(Bahrain Victorious) ha chiuso terzo ad 8″ dal vincitore.I 7.100 metri del tracciato prevedevano un inizio in ascesa con il passaggio dopo 1,8 km all’ Alto de Castillo, valido come primo Gpm della corsa. Il successo parziale dello scudiero di Roglic, lo statunitense Sepp Kuss, ha permesso alla Jumbo Visma di fare il pieno di maglie da leader.Oggi va in scena una frazione per velocisti. Sono i 167 i chilometri da Calaruega, patria di San Domenico di Guzman, a Burgos che così celebrerà ancor più degnamente la grande partenza assegnatale in coincidenza con l’800° anniversario della costruzione della cattedrale. Considerando le difficoltà in programma lunedì nella terza tappa, aspettiamoci una giornata tranquilla.

L’estate sta finendo, la Vuelta è già qui

@tpi.it 13 Aug (Photo Credit: @tpi.it)

Prosegue senza sosta la stagione ciclistica. Tour de France ed Olimpiadi sono ancora freschi nella memoria. Neanche il tempo di digerire questi due grandi eventi che la terza grande corsa a tappe annuale, sia per ordine cronologico che per importanza, bussa alla porta. Da Burgos a Santiago de Compostela, da domani a domenica 5 settembre la 76esima Vuelta Espana cadenzerà il ritmo dei nostri pomeriggi.

Sulla falsariga del recente Giro d’Italia ci saranno 41 chilometri a cronometro: sette domani in apertura ed il resto all’ultimo atto in Galizia. In mezzo 19 frazioni, di cui otto per velocisti, con le rimanenti sempre comprendenti asperità più o meno dure. Nessuna tappa raggiungerà la lunghezza di 200 chilometri in ossequio ad una peculiarità ormai tipica della corsa spagnola. Un’altra tradizione, seppur recente, che verrà rispettata è quella delle frazioni unipuerto, pianeggianti con una salita stile rampa di garage in conclusione. L’impressione,  tuttavia, è che a decidere la corsa possano essere le due frazioni asturiane al centro dell’ultima settimana: il tradizionale traguardo di Lagos de Covadonga mercoledì 1 settembre cui farà seguito 24 ore dopo l’inedito Altu del Gamoniteiro, definito dagli addetti ai lavori il gemello dell’Anghiru.

La startlist, sulla carta, è di prim’ordine anche se solo la strada potrà chiarire le effettive aspirazioni dei singoli partecipanti. Primoz Roglic (Jumbo Visma) va per il tris consecutivo, riuscito, prima di lui, solo a Roberto Heras ad inizio millennio. Contro di lui la corazzata Ineos Grenadiers schiera il vincitore del Giro d’Italia, Egan Bernal, il campione olimpico, Richard Carapaz, e l’inglese Adam Yates che,  unico tra i big, sulla Vuelta ha centrato tutta la sua stagione. La Bahrain Victorious presenta il tandem Mikel Landa – Damiano Caruso, con il basco in prima battuta ed il ragusano pronto a subentrare proprio come fece così efficacemente al Giro d’Italia. La Movistar sarà imperniata sul duo Enric Mas – Michele Angel Lopez anche se è lecito attendersi un’ultima zampata da Don Alejandro Valverde, al passo d’addio nella corsa che nel 2009 gli regalò l’unico successo in carriera in un grande giro.

Gli italiani, Caruso a parte, confidano in una risposta chiarificatrice da Giulio Ciccone (Trek Segafredo), per la prima volta capitano unico della sua squadra. Per il teatino è giunto il momento di dimostrarsi competitivo sulle tre settimane. Matteo Trentin (UAE Emirates) cercherà la forma giusta per il mondiale di fine settembre mentre c’è curiosità intorno  al 22enne Andrea Bagioli (Deceuninck Quick Step). In ultimo, abbiamo lasciato Fabio Aru (Team Qhubeka). Dopo quattro anni di sofferenze, la recente Vuelta Burgos sembrava averci riconsegnato il cavaliere dei quattro morì in una versione competitiva. Un paio di giorni fa, a spegnere ogni entusiasmo, è giunta la notizia che la Vuelta Espana 2021 chiuderà a soli 31 anni la sua controversa carriera. La speranza è che una ritrovata competitività sulle strade che lo videro trionfatore nel 2015 possa farlo recedere dal proposito manifestato.

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