Yates Brothers

di Diego Barbera

La prima stagione di Simon Yates senza il gemello Adam, passato nel frattempo alla Ineos Grenadiers, è ancora un’incognita perché molto dipenderà dal percorso del Giro d’Italia e dalla possibilità di partecipare ai Giochi Olimpici di Tokyo. Il 2020 del britannico della Mitchelton Scott è stato un chiaroscuro, con il terzo posto al Tour de Pologne e la vittoria alla Tirreno Adriatico prima della grande amarezza del Giro d’Italia con l’abbandono forzato dopo la positività al COVID-19. 

In occasione delle visite mediche del team a Torino presso il centro IRR-Gruppo Cidimu, il 28enne vincitore della Vuelta di Spagna 2018 si è raccontato a tuttobiciweb con il ricordo del complicato periodo del lockdown e uno sguardo agli obiettivi futuri. 

Come hai trascorso il lockdown ad Andorra?
«È stato un periodo complesso, ma la mia vita è il ciclismo quindi mi sono organizzato al meglio allestendo una stanza solo per l’allenamento e per rimanere in buona forma e concentrato. Certo, non è stato affatto semplice lavorare sulla condizione senza un reale obiettivo da inseguire, dato che le gare erano sospese e non sapevamo quando sarebbe ripartito il calendario”.

È stata quindi una sfida quasi più mentale che fisica. Ti senti cambiato?
«Sono stati mesi molto impegnativi anche perché non si potevano incontrare gli amici e nemmeno prendersi qualche giorno di riposo e di vacanza. Non mi sento molto cambiato, sono sempre stato un tipo calmo e tranquillo, quando c’è da lavorare mi impegno al massimo per raggiungere il top della condizione, ma quando c’è la possibilità di staccare amo anche godermi la vita e il tempo libero».

Un’altra stagione con la Mitchelton Scott, ma la prima senza Adam come compagno: che effetto ti fa?
«Sarà molto interessante gareggiare contro dopo tutti questi anni assieme. In realtà non è la prima volta che correremo da rivali, perché era già successo prima di diventare professionisti. La vedo come una sfida stimolante, perché abbiamo caratteristiche molto simili e sarà un osso duro da battere. Non so quale sarà il suo programma, magari non avremo molte occasioni di incontrarci in corsa oppure sarà un duello tutto l’anno, vedremo».

Hai già idea del tuo programma per il 2021?
«Abbiamo già qualche idea, ma non abbiamo ancora fissato un calendario anche perché molto dipenderà dai percorsi degli appuntamenti più importanti, soprattutto del Giro d’Italia. Conosciamo già il Tour de France, ma prima di prendere una decisione vorrei avere davanti tutte le informazioni definitive».

Avevi detto che le Olimpiadi erano un tuo grande obiettivo l’anno scorso: lo sono ancora?
«Sono davvero appassionato delle Olimpiadi, è un mio grande obiettivo ed è un’altra ragione per la quale non ho ancora un programma definitivo per il 2021. Inoltre, non so ancora se avrò la possibilità di esserci, ci saranno solo quattro posti per la Gran Bretagna quindi sarà anche molto difficile per il selezionatore allestire la squadra. Ma vorrei tanto partecipare e preparare l’appuntamento nel migliore dei modi».

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