by Simone Gambino @tpi.it; Photo Credit: Giorgio Ialenti

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9 Ottobre

🇮🇹 Tadej, signore di Lombardia

Tadej Pogacar (UAE Emirates) ha vinto il115° Giro di Lombardia. Il fuoriclasse di Komenda ha avuto facilmente la meglio in una volata a due sul traguardo di Bergamo su un eroico Fausto Masnada (Deceuninck Quick Step) che, sulle strade di casa, ha disputato la gara della vita. Il britannico Adam Yates (Ineos Grenadiers) ha conquistato la terza moneta vincendo a 51″ la volata degli sconfitti.

La corsa di oggi ha confermato quanto già noto. Quando le gare, oltre ad essere dure, superano i 220 chilometri, Pogacar è praticamente imbattibile. La facilità con cui sul Passo di Ganda, a 30 chilometri dal traguardo, si è tolto di ruota gli avversari è  stata disarmante. Masnada ha compiuto una impresa straordinaria rientrando sullo sloveno nella discesa da Selvino su Nembro ma non ha potuto fare di più nell’atto conclusivo di questa edizione della classica delle foglie morte.

In partenza, la corsa è vissuta su una fuga di  dieci corridori: Victor Campenaerts (Team Qhubeka Next Hash), Jan Bakelandts (Intermarchè Wanty Gobert), Davide Orrico (Vini Zabù), Mattia Bais (Androni Giocattoli Sidermec), Chris Hamilton (Team DSM), Tim Wellens (Lotto Soudal), Domen Novak (Bahrain Victorious), Andrea Garosio (Bardiani CSF Falzanè), Amanuel Ghebreigzabhier (Trek Segafredo) e Thomas Champion (Cofidis Credits Solutions). Partiti all’imbocco del Ghisallo, dopo 30 chilometri, gli attaccanti sono rimasti in avanscoperta per 150, raggiungendo un vantaggio massimo di sei minuti per venire poi ripresi ai meno 50 dall’arrivo. Una breve fase di studio ha fatto da preludio all’inizio dell’ascesa al Passo di Ganda dove la corsa si è sostanzialmente decisa.

Doveva essere duello tra Slovenia e Wolfpack e così è stato anche se probabilmente ci si aspettava un prim’attore diverso da Masnada per la Deceuninck.Tuttavia, sia il campione del mondo Julian Alaphilippe che il giovane Remco Evenepoel non erano in giornata. Lo stesso dicasi per Primoz Roglic (Jumbo Visma) che ha accusato difficoltà ancor prima dell’attacco del più giovane connazionale. Dignitose le prove dei due vecchietti, Vincenzo Nibali (Trek Segafredo) e Alejandro Valverde (Team Movistar), che hanno dato fondo all’esperienza per non andare alla deriva. Adam Yates, come spesso accade, ha corso per il piazzamento.

Tadej Pogacar chiude l’anno dove l’aveva cominciato: ai vertici mondiali. Ora non resta che attenderlo nella sfida che dona ai grandi campioni la gloria eterna: conquistare nello stesso anno Giro d’Italia e Tour de France. Sarà il 2022 l’anno della sovrapposizione del giallo al rosa?

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8 Ottobre

🇮🇹 Giro di Lombardia 2021: resa dei conti tra la Slovenia ed il Wolfpack

(Photo Credit: @EPA/GUILLAUME HORCAJUELO)

Ultimo atto sostanziale di una estenuante stagione, il Giro di Lombardia, in programma domani, torna sul percorso Como – Bergamo, affrontato l’ultima volta cinque anni fa. Quel giorno, l’1 ottobre 2016, sul traguardo di Via Roma, il colombiano Esteban Chaves beffò il piemontese Diego Rosa ed il connazionale Rigoberto Uran al termine di una gara spettacolare. Domani la 115esima edizione della corsa delle foglie morte promette di non essere da meno.

Ritornato nella sua tradizionale collocazione autunnale dopo l’estemporaneo trasloco a Ferragosto nel 2020, il Lombardia di quest’anno presenta ben 4.400 metri di dislivello al termine di 239 chilometri di cui ben pochi pianeggianti. Dopo una breve fase introduttiva, la salita alla Madonna del Ghisallo aprirà la produzione dell’acido lattico nelle gambe dei corridori. Dopo la discesa, entrati in provincia di Bergamo, i ciclisti, nello spazio di 90 chilometri dovranno affrontare un poker letale di scalate. Poco prima del centesimo chilometro, infatti, ci sarà l’ascesa alla Roncola, 9,4 chilometri al 6,6% di pendenza media, cui seguiranno in rapida successione Berbenno, 6,8 chilometri al 4,4%, Dossena e Zambla Alta. Prese singolarmente nessuna di queste arrampicate è durissima. In sequenza, però, potrebbero risultare molto indigeste, soprattutto se il ritmo in partenza sarà alto.

A Ponte Nossa, al termine della discesa da Zambla Alta, mancheranno poco più di 50 chilometri all’arrivo. I successivi dieci concederanno un breve momento di tregua prima d’affrontare il Passo di Ganda che porta a Selvino. Non solo la salita ma anche la discesa su Nembro potranno costituire terreno fertile per chi avrà ancora energie per attaccare. Non è, pertanto, da escludere che chi aspiri ad un arrivo solitario si sia già sbarazzato dalla concorrenza a questo punto, quando saremo ai meno 15 dall’arrivo. Saranno senza difficoltà, invece, i dieci chilometri che porteranno in seguito all’antica Porta San Lorenzo, costruita dai veneziani e successivamente ribattezzata in onore di Giuseppe Garibaldi dopo che l’eroe dei due mondi liberò Bergamo con i suoi Cacciatori delle Alpi nel 1859. Qui, a cinque chilometri dal traguardo, inizierà il breve e feroce dentello di Colle Aperto, con tanto di tratto finale in pavè, che porterà la corsa nella città alta. A questo punto lo striscione della linea d’arrivo disterà solo tremila metri, interamente in discesa. Assisteremo, quindi, ad una lunghissima volata ad alta velocità, qualora il destino della gara non fosse stato ancora deciso.

A fine stagione le energie rimaste ai corridori sono sempre poche. Questo è il motivo per cui la selezione al Giro di Lombardia è sempre stata netta. Lo fu anche quattordici mesi fa, seppure si fosse all’inizio dell’attività, in un 15 agosto decisamente torrido. Quella corsa fu dominata dall’Astana Premier Tech che la conquistò con il danese Jakub Fuglsang precedendo il neozelandese George Bennett, domani alla sua ultima recita in maglia Jumbo Visma prima di passare alla UAE Emirates, ed il compagno di squadra, il russo Aleksandr Vlasov. Il pronostico di domani appare decisamente lineare con i dioscuri sloveni Tadej Pogacar (UAE Emirates) e Primoz Roglic (Jumbo Visma) contrapposti allo squadrone della Deceuninck Quick Step, forte non solo dell’appena confermato campione del mondo Julian Alaphilippe ma anche del golden boy Remco Evenepoel, desideroso d’esorcizzare la corsa che l’anno scorso lo vide rischiare la carriera, ed anche qualcosa di più, nella drammatica caduta al termine della discesa dalla Colma di Sormano. A sfidare questo duopolio ci saranno soprattutto i due vecchietti terribili del ciclismo mondiale: Vincenzo Nibali (Trek Segafredo), su cui riposano le speranze d’Italia, ed il murciano Alejandro Valverde, al suo passo d’addio ad una corsa che tanto ha amato e mai conquistato. C’è rischio di pioggia in partenza ma poi dovrebbe prevalere il bel tempo. Sarà, quindi, una corsa ben diversa dalla Parigi – Roubaix di domenica scorsa. Speriamo non lo sia la nazionalità del vincitore.

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