The ultimate playground for cyclising enthusiasts. 

   In the chronicles of this year’s Luna Rossa regatta at the America’s Cup in New Zealand we seem to be hearing a lot about Lake Garda- and with good reason. 

   The Benaco, which is the Latin name for Garda, hosts the prestigious Centomiglia, the most famous and challenging regatta in the world. Due to the characteristics of the winds, Garda is an indispensable training ground for sportsmen and women- as the environment pushes the athletes to the limits.

   The relentless wind is not only an enormous hurdle for sailors but also for cyclists. Like clockwork, the wind blows strongly in the morning from the north (known as Pelèr) where it reaches the south in the afternoon(known as Ora). So, if you want to beat your record, we advise you to descend from Riva (the town in northern Lake Garda) along the east with the wind at your stern.

   Circumnavigating Lake Garda can be a challenge for some and a complete discovery for others. But for the most part, it remains the holy ground for winter training. Whether you are a newcomer discovering the Lake for the first time or an annual home comer, we can vouch that everyone is, and will be, enchanted by the 150 kilometres that outline the Lake (to give you an idea it would be like cycling from Ravenna to Ancona along the Adriatic coast but muchmore beautiful).

   Considering that you drive on the right in Italy, the preferred direction would be to cycle clockwise as it allows you to pedal on the edge of the Lake and as well as having your starboard edge clear (to keep the sailing metaphor going). This allows you to gaze at Garda and all its multi-faceted layers: from Desenzano which when veiled with mist looks like the sea, to a peak at the remains of the castle at Rocca di Manerba, to Campione which is often described as a Norwegian doppelgänger, to the Gulf of Salo where the violin was invented and to the south where the Amalfi style hamlet of Limone lies. 

  All this beauty is to be enjoyed slowly and with a bicycle- any bicycle for that matter. But not everything requires pedal power to enjoy Lake Garda. If you are on the west side on the motorway 45 Bis, I’d keep an eye out for any James Bond like Aston Martins roaring through the tunnels like they did in Quantum of Solace.

  Now back to cycling. For the more trained legs (or the more willing) there are no shortages of diversions from the coastal road to test you. Take for instance the Strada delle Forra, an incredible piece of engineering that was described by Winston Churchill as the eighth wonder of the world. Then there’s Strada del Ponale, a daring military path which today offers a challenging but incredible cycle route. And let’s not forget Punta Veleno, a climb that will push your endurance to the limits. 

   If this isn’t enough to get you to Lake Garda, there’s a good chance that during the winter months, you’ll spot pro cyclists training like Daniel Oss at the Riva del Garda or Sonny Colbrelli between Salò and Toscolano Maderno or at Lonato where Gazprom Rusvelo’s headquarters are located. Of course, there is great satisfaction in being caught behind the back wheel of a pro cyclist, not for the possibility of a victory in a sprint (because I am sure that would be nearly impossible) but for the certainty that it will get you to your next beer in a shorter time. 

Sirmione, a poem byGiosuè Carducci on Lake Garda:

“Garda there, far below, lifts up her dusky shoulders over the liquid mirror,

singing the while a saga of cities ancient and buried, and their barbaric kings.”

🇮🇹 Note di viaggio: Il Lago di Garda

Nelle cronache trasmesse nelle notti di Aukland dedicate alle regate di Luna Rossa all’America’s Cup e a quel meraviglioso sport quale è la vela che più di ogni altro ha cambiato la proprio fisionomia con i nuovi scafi di Coppa America, si sente nominare spesso il lago di Garda.

 A buon diritto il Benaco, questo è nome latino del Garda, è la culla della barche “volanti” che partecipano alla regata più famosa al mondo in acque chiuse, la “Cento Miglia”, nonché, per le caratteristiche dei sui venti, irrinunciabile palestra frequentata dai migliori timonieri del mondo. Quello che sul lago di Garda accumuna velisti e ciclisti è la lotta con il vento che, regolare come un orologio, spira forte, il Peler, la mattina da nord e l’Ora da sud il pomeriggio, quindi se vuoi battere i tuoi record ti conviene scendere da Riva lungo la gardesana orientale con il vento in poppa.
Circunpedalare il Garda per alcuni può essere una sfida, per altri uno dei più belli fra gli allenamenti invernali, per altri ancora una scoperta cicloturistica, ma per tutti saranno 150 km di puro godimento, lungo una strada sempre affacciata sul lago che, per dare un’idea, è come partire da Ravenna per arrivare ad Ancona lungo l’Adriatica, ma, non me ne vogliano romagnoli e marchigiani, molto più bella. 
Considerando la guida a destra, il senso di percorrenza preferito intorno ai laghi è quello orario, perché fa pedalare a bordo riva e che, giocando con i termini velici, consente di avere il bordo di dritta sgombro ,regalando una libertà di sguardo su panorami che confondono le idee per la loro varietà: da quello di Desenzano che quando l’orizzonte è velato di nebbia sembra mare a quello epico della Rocca di Manerba con le vestigia di un castello a dominio del lago; da quello in stile fiordo norvegese di Campione dove il ghiacciaio che ha scavato il Garda era costretto tra le montagne prima di appoggiandosi, a sud, sulle colline moreniche, a quello amalfitano di Limone, appunto. E poi tutti gli scorci descritti da Giosuè Carducci nella poesia “Sirmione” nelle Odi Barbare: “Guarda là in fondo solleva la ròcca sua fosca sovra lo specchio liquido – cantando una saga d’antiche cittadi sepolte e di regine barbare”. o il rassicurante golfo di Salò dove il liutaio Gasparo Bertolotti inventò il violino. Tutto questa mutevole bellezza meglio gustarla lentamente, godendo di ogni metro i km scorrono facili quando si comincia a pedalare e lo si po’ fare con qualsiasi bicicletta basta che sia munita di faro anteriore e posteriore. La Gardesana, quella occidentale (strada statale 45 bis) in modo particolare, è disseminata di gallerie non particolarmente pericolose, dove però è necessario porre attenzione alla guida almeno quanto quella di J. Bond quando ha sfrecciato a tutta velocità su queste strade con la sua Aston Martin d’ordinanza durante le riprese di “007 Quantum of Solace”. 
Per le gambe più allenate, o semplicemente più volonterose, non mancano le straordinarie divagazioni dal periplo costiero a cominciare dalla Strada della Forra incredibile opera d’ingegneria, definita da Winston Churchill come l’ottava meraviglia del mondo; la Strada del Ponale ardito sentiero militare che oggi offre un itinerario ciclabile, a tratti impegnativo ma indimenticabile e per finire in bellezza la grande difficoltà di Punta Veleno, che più che una salita è un decollo sul lago. Questi e molti altri motivi, insieme al clima temperato, sono tutte ottime ragioni per lasciare arrugginire i rulli in cantina, per questo nella stagione invernale è possibile incontrare professionisti che si allenano come Daniel Oss nella zona di Riva del Garda o Sonny Colbrelli tra Salò e Toscolano Maderno e a Lonato gli atleti della Gazpron Rusvelo dove a sede il loro quartier generale. Certo a noi la soddisfazione di mettersi a ruota di un “pro” non allenerà verso una futura vittoria ma abbrevierà il tempo che ci separa dalla prossima sosta per bere una birra in riva al lago.